Tra tensioni al mercato, proteste e scelte amministrative contestate, si rompe sempre di più il rapporto tra il primo cittadino e i civitavecchiesi

Civitavecchia torna a far parlare di sé per un episodio che, nei modi, non può che essere condannato: l’aggressione verbale nei confronti del sindaco Marco Piendibene.
Toni accesi, parole fuori luogo, un clima che non fa bene a nessuno e che merita una netta presa di distanza.
Ma fermarsi alla forma, oggi, rischia di non raccontare fino in fondo la realtà.

Perché, se è vero che certi atteggiamenti non sono mai giustificabili, è altrettanto evidente che quanto accaduto era, in qualche modo, prevedibile.
Chiudere la pratica di quanto accaduto pensando ad un episodio isolato, sarebbe ignorare la realtà.
Se vogliamo considerare il fatto come “punta dell’iceberg”, non possiamo non pensare che sotto ci sia… l’iceberg. E piano piano sta riemergendo da sotto il pelo dell’acqua.
Diverso nei modi, ma identico nei contenuti, l’attacco di Roberta Galletta; in quel caso nessuno si è scandalizzato e nessuno della maggioranza si è speso a difesa del Sindaco e dell’Assessore.

Il malcontento in città è palpabile, diffuso, quotidiano. E si manifesta soprattutto nei luoghi simbolo del rapporto diretto tra amministrazione e cittadini: su tutti, il mercato.
Proprio lì, dove gli operatori commerciali – i mercatali – hanno vissuto mesi complicati. Prima il Natale, con sistemazioni provvisorie che hanno inevitabilmente inciso sugli incassi.
Poi le festività pasquali, con una situazione che si è ripetuta, seppur mitigata da condizioni meteo favorevoli. Una doppia penalizzazione che ha lasciato strascichi evidenti.
In questo contesto, il rapporto tra il sindaco e una parte della cittadinanza appare ormai compromesso. E ciò che viene percepito da molti è una distanza crescente, alimentata da un atteggiamento ritenuto poco empatico.

Piendibene, secondo diversi osservatori, non riesce a smussare gli angoli del proprio carattere per avvicinarsi ai cittadini. Anzi, ogni occasione sembra acuire la distanza. E quando manca il dialogo, cresce inevitabilmente la tensione.
A complicare ulteriormente il quadro, anche alcune decisioni amministrative che stanno facendo discutere.
Ultima, in ordine di tempo, la bocciatura del progetto “Montegrappa Festival”. Una scelta arrivata proprio dopo che la titolare di un noto locale della via era stata tra le manifestanti nella protesta contro l’abbattimento degli alberi al mercato.
Sia chiaro: probabilmente si tratta solo di una coincidenza. Ma in una città già attraversata da tensioni, anche le coincidenze finiscono per alimentare dubbi e polemiche.

C’è poi un aspetto più personale e politico che non può essere ignorato.
Già in tempi non sospetti, erano state espresse perplessità sulle caratteristiche di Piendibene come guida della città.
Dubbi che, a detta di chi li aveva sollevati, si sono tradotti anche in un raffreddamento dei rapporti istituzionali con parte dell’informazione locale, anche per quanto ci riguarda.
Anche questo, forse, sarà casuale. Ma contribuisce a delineare un clima tutt’altro che sereno.

Il dato politico, oggi, è chiaro: il sindaco non è riuscito a riavvicinare chi non lo ha votato e, al tempo stesso, sembra aver deluso una parte di quell’elettorato che aveva creduto in lui per il rilancio della città.
Lo slogan “Io di Marco mi fido” appare, nei fatti, logorato dalla realtà.
E allora sì, è giusto condannare senza esitazioni l’aggressione verbale. I toni devono restare civili, sempre. Ma allo stesso tempo non si può ignorare il contesto che ha portato a quell’episodio.
Un sindaco ha il dovere non solo di amministrare, ma anche di ascoltare, comprendere, mediare. E quando questo non accade, la distanza con i cittadini diventa un problema politico serio.
Il mondo va avanti, anche a Civitavecchia. E il tempo, fortunatamente, scorre veloce.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione

