Una domanda provocatoria che qualche buontempone ha scritto sui social, evidenziando la sfiducia in un’Amministrazione capace di tenere chiusa anche la Ficoncella

La domanda, naturalmente, è una provocazione.
O forse, a leggere i commenti sui social, il modo più semplice che hanno i civitavecchiesi per raccontare una sensazione che ormai sembra sempre più diffusa: quella di una città che guarda l’estate passare chiedendosi quante occasioni riuscirà ancora a perdere.
A innescare la polemica è stato un buontempone sui social con una domanda apparentemente innocua: “A rischio i fuochi di Ferragosto?”
Scherzi a parte, il tema vero è un altro.
Ed è quello di una fiducia nei confronti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Piendibene che, secondo molti cittadini, avrebbe raggiunto livelli difficilmente ricordati nella storia recente della città.
E mentre Civitavecchia si prepara al Ferragosto, c’è chi non riesce a non pensare a un’altra chiusura che ha fatto discutere: quella delle Terme della Ficoncella.

La Ficoncella non è semplicemente una struttura. Per generazioni di civitavecchiesi è stata un luogo dell’identità cittadina.
Un posto dove andare a rilassarsi, dove portare amici e parenti, un piccolo pezzo di storia locale che per secoli ha rappresentato anche un motivo di vanto per la città.

E così, tra una battuta e l’altra, qualcuno sui social arriva a chiedersi se questa amministrazione riuscirà a deludere anche chi aspetta i giochi pirotecnici per il compleanno della città del 15 Agosto.
Una battuta, certo. Ma dietro l’ironia c’è una domanda molto meno divertente: perché una città che dovrebbe vivere di turismo continua a perdere pezzi della propria attrattività?
Il paradosso è evidente. I numeri dei croceristi che arrivano nel porto di Civitavecchia continuano a essere importanti e, in prospettiva, crescenti. Ma questo esercito di visitatori sembra non trasformarsi automaticamente in ricchezza per la città.
Ristoranti e bar lamentano un calo del fatturato. I commercianti del centro si interrogano: dove finiscono i turisti appena scesi dalle navi?
La domanda non è banale. Perché se Civitavecchia è uno dei principali porti turistici del Mediterraneo, ma i croceristi non entrano nei negozi, non si fermano nei locali e non frequentano il centro, allora forse il problema non sono i turisti.

Il problema è cosa siamo capaci di offrire loro.
E questa estate, già destinata a essere ricordata in tutta Italia per il caldo asfissiante, a Civitavecchia rischia di essere ricordata anche per le occasioni mancate.
Il sindaco Piendibene continua a ripetere, come un mantra, che presto l’amministrazione sorprenderà tutti con i tanti progetti che stanno arrivando a compimento.
È una promessa politica legittima. E magari sarà anche mantenuta.
Ma nel frattempo i cittadini guardano quello che accade oggi. E tra una chiusura, un’attesa e una promessa, cominciano a chiedersi se il futuro annunciato sia davvero dietro l’angolo oppure se, ancora una volta, bisognerà aspettare.

Intanto Ferragosto si avvicina. E mentre qualcuno si preoccupa dei fuochi, qualcun altro pensa alla Ficoncella.
La domanda, allora, è inevitabile. “Ma le foche de Ferragosto quest’anno ci saranno?”
Perché a Civitavecchia, quando anche le battute cominciano a raccontare la realtà, forse è arrivato il momento di ascoltarle.
Editoriale di Corrado Orfini

