Il consigliere FDI denuncia il progressivo impoverimento di CSP: “Servono nuove commesse e risorse per tutelare 300 famiglie”

Condivido per intero l’intervento del collega Grasso, ma ritengo fondamentale accendere i riflettori su un aspetto economico drammatico che si continua furbamente ad ignorare:
negli ultimi anni, mentre i costi di produzione per CSP sono schizzati verso l’alto — tra carburanti, costo del lavoro e materie prime —, i ricavi della nostra società partecipata sono rimasti completamente immobili. Bloccati da anni sulla soglia dei 24-25 milioni di euro.
Faccio una riflessione molto semplice: se una famiglia guadagnasse la stessa identica somma per anni, mentre intorno a sé il costo della vita e della spesa continua ad aumentare, potremmo mai definirla in salute? Ovviamente no. Quella famiglia si sta progressivamente impoverendo. Ed è esattamente quello che sta accadendo a CSP.
Come in Comune, anche in CSP in questi anni non abbiamo visto una sola novità, un’idea o una proposta concreta per ampliare i servizi, aumentare il volume di lavoro e incrementare i ricavi. Niente di niente. E la società, lentamente, si sta spegnendo.
Se si continua di questo passo, tra due anni e mezzo, alla fine del mandato del sindaco Marco Piendibene, la nostra municipalizzata sarà sull’orlo del baratro e gli attuali amministratori cercheranno disperatamente a chi dare la colpa.
La responsabilità, invece, sarà tutta politica e di questa amministrazione, che porta il peso di una doppia colpa: Ha indicato e nominato vertici amministrativi evidentemente inadeguati.

Sfruttando la sua posizione di forza, sta riducendo di anno in anno il valore reale dei contratti di servizio. Mantenere gli stessi ricavi di anni fa, a fronte di costi rincarati del 10-15%, significa nei fatti tagliare le risorse reali.
Invece di pensare a reperire nuove commesse e risorse, anche in CSP — proprio come a palazzo Theodoli — la risposta è stata fatta solo di epurazioni, contestazioni disciplinari e provvedimenti duri: forti con i deboli e deboli con i forti.
È la peggiore formula che un’amministrazione pubblica possa adottare, soprattutto da parte di chi si professa da sempre di “sinistra”.
Nel frattempo, i nostri concittadini assistono a un continuo peggioramento dei servizi a fronte di tariffe e imposte sempre più alte.
Non possiamo permetterlo, anche perché non dobbiamo mai dimenticare che all’interno di CSP lavorano e trovano sostentamento ben 300 famiglie di Civitavecchia.
Un disastro annunciato che rischia di trasformarsi in una tragedia sociale. Ascoltateci ora, prima che sia troppo tardi.
Giancarlo Frascarelli Consigliere Comunale di Civitavecchia FDI
Riceviamo e pubblichiamo.
