Con l’arrivo della stagione estiva, il Comune di Bracciano si prepara a gestire l’arrivo di visitatori lungo le sponde del lago, riportando in primo piano la questione della gestione del demanio lacuale e l’equilibrio tra le aree in concessione e quelle destinate alla pubblica fruizione

Il quadro normativo di riferimento è quello delineato dalla Legge Regionale del Lazio n. 8/2015, che stabilisce criteri rigorosi per i Piani di Utilizzazione degli Arenili.
Questa normativa impone ai comuni l’obbligo di garantire che almeno il 50% del litorale di competenza sia riservato alle spiagge libere o alle spiagge libere con servizi, assicurando che il diritto di accesso gratuito dei cittadini non venga subordinato agli interessi economici delle attività private.
Se si guarda all’estensione complessiva del litorale comunale, a Bracciano il parametro del 50% risulta tecnicamente rispettato, soddisfacendo i requisiti richiesti dalla Regione.

Tuttavia, esaminando la distribuzione geografica delle spiagge, emerge una sproporzione evidente nelle zone di maggior pregio logistico.
Nel tratto del Lungolago Argenti, che rappresenta il fulcro dell’accoglienza turistica e della passeggiata del lungolago, lo spazio occupato dagli stabilimenti balneari è nettamente superiore rispetto a quello lasciato alla spiaggia libera.
In quest’area, la densità delle concessioni rende difficile trovare spazi pubblici che non siano frammentati o marginali, costringendo spesso i bagnanti che non intendono usufruire dei servizi a pagamento a spostarsi verso altre aree.

Il principale sfogo per chi cerca una fruizione totalmente gratuita e non condizionata dalla presenza di strutture è rappresentato dal tratto di San Celso.
Questa zona costituisce la riserva più importante di spiaggia libera del comune, ma la sua gestione continua a presentare problemi strutturali che si trascinano da diverse stagioni.
Nonostante sia l’area deputata a bilanciare la forte presenza privata del Lungolago Argenti, San Celso soffre di una carenza di manutenzione ordinaria nel periodo che precede l’arrivo della bella stagione.

Da anni si osserva come le erbe infestanti, i rovi e la vegetazione spontanea che proliferano durante i mesi autunnali e invernali non vengano rimossi con la necessaria tempestività.
L’area di San Celso soffre inoltre di gravi carenze strutturali legate alla logistica e all’accessibilità. Il limitato spazio di sosta adiacente non è minimamente proporzionato al volume di utenza previsto, specialmente durante i fine settimana, saturandosi sin dalle prime ore del mattino.
Questa insufficienza costringe numerosi automobilisti a ripiegare su un parcheggio di fortuna lungo i margini della strada, una pratica che compromette la regolarità della viabilità e genera evidenti rischi per l’incolumità dei pedoni.

Oltre alle difficoltà di sosta, si aggiunge la questione che riguarda i varchi d’accesso: per raggiungere l’arenile è necessario percorrere sentieri sterrati caratterizzati da pendenze scoscese.
Tali percorsi risultano ardui da affrontare soprattutto per gli anziani, per chiunque abbia una mobilità ridotta o, più semplicemente, per le famiglie che devono trasportare attrezzature da spiaggia e passeggini.
Comunicato stampa Enrico Negretti
Riceviamo e pubblichiamo.
