Bracciano. Sant’Antonio Abate, la comunità si ritrova in piazza tra animali e tradizione

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Dino Tropea
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Bracciano. Sant’Antonio Abate, la comunità si ritrova in piazza tra animali e tradizione

Sant’Antonio Abate a Bracciano: domenica 25 gennaio la benedizione degli animali ha riportato in Piazza del Comune una tradizione identitaria

Sant’Antonio Abate a Bracciano è tornato a essere un momento di comunità condivisa. Domenica 25 gennaio, in Piazza del Comune, la città ha celebrato una delle ricorrenze più sentite, legata alla tradizione, alla terra e al rapporto con gli animali.

Fin dalle prime ore della mattina, la piazza si è animata con famiglie, bambini e numerosi animali. Cavalli, cani e animali da cortile hanno accompagnato la benedizione, trasformando il centro cittadino in uno spazio vivo e partecipato.

La ricorrenza di Sant’Antonio Abate affonda le sue radici nella storia rurale del territorio di Bracciano. Tuttavia il valore della giornata non riguarda solo il passato. Infatti la presenza di tante famiglie racconta una tradizione che continua a essere tramandata e riconosciuta anche dalle nuove generazioni.

Nel suo messaggio pubblico, il sindaco di Bracciano ha sottolineato il significato profondo della mattinata:

«È sempre emozionante vedere la piazza animata da bambini, famiglie, cavalli, cani e animali da cortile. Momenti così ci ricordano quanto sia importante preservare e valorizzare le nostre radici, tramandandole alle nuove generazioni».

Parole che richiamano un’idea di comunità fondata sulla continuità e sul legame con il territorio, più che sulla semplice celebrazione rituale.

La scelta di Piazza del Comune come luogo della celebrazione non è casuale. È uno spazio simbolico, dove l’istituzione incontra i cittadini. Per un giorno, la piazza amministrativa è diventata luogo di incontro, relazione e riconoscimento collettivo.

Un ruolo centrale lo ha avuto l’Associazione Butteri Bracciano, che anche quest’anno ha contribuito in modo determinante alla riuscita dell’iniziativa, mantenendo vivo un patrimonio culturale legato alla storia locale.

Alla mattinata ha partecipato anche la Fanfara del 4º Reggimento Carabinieri a Cavallo, la cui presenza ha aggiunto solennità all’evento, sottolineandone il valore pubblico oltre quello religioso.

Il momento spirituale è stato accompagnato dalla Parrocchia di Santo Stefano, con don Francisco e don Fernando, che hanno curato la benedizione degli animali e il significato religioso della ricorrenza.

L’evento si è svolto in modo ordinato grazie alla collaborazione di più realtà operative. Hanno garantito supporto e sicurezza l’Associazione Nazionale Carabinieri, la Polizia Locale, i Carabinieri di Bracciano, la Polizia di Stato di Ladispoli, la Protezione Civile comunale di Bracciano e l’associazione Fenice di Ladispoli.

Gli operatori Tekneko hanno seguito il corteo assicurando la pulizia delle strade durante tutta la manifestazione.

Sant’Antonio Abate a Bracciano continua così a essere molto più di una celebrazione religiosa. È un rito civile che rafforza il senso di appartenenza e restituisce alla città un’immagine di comunità viva.

In un tempo in cui molte tradizioni rischiano di ridursi a semplici appuntamenti di calendario, la partecipazione registrata in Piazza del Comune racconta qualcosa di diverso. Racconta il bisogno, ancora vivo, di riconoscersi in gesti condivisi e in spazi comuni.

Non si tratta solo di celebrare un rito, ma di riaffermare un’appartenenza. Stare insieme, portare gli animali in piazza, occupare il centro della città in modo collettivo significa riaffermare un legame con il luogo e con chi lo abita.

In questo senso, Sant’Antonio Abate a Bracciano continua a funzionare come un momento di coesione reale, capace di trasformare una tradizione antica in un’esperienza contemporanea di comunità.

Dino Tropea TalkCity.it Bracciano

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Dino Tropea

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Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza. Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale. Per conoscere meglio il suo percorso, leggere i suoi articoli e seguire le sue attività, è possibile visitare dinotropea.it, punto di accesso ai suoi profili social ufficiali.

Dino Tropea è scrittore e autore di tre libri: Lasciato Indietro (Armando Editore), Ombre e Luci di un Cammino (Laura Capone Editore) e Il regno sommerso di Coralyn (VJ Edizioni Milano). La sua scrittura, empatica ed evocativa, intreccia narrativa, poesia e riflessione sociale, con un’attenzione particolare ai temi della resilienza, della memoria e della speranza.

Oltre all’attività letteraria, è redattore per Mondospettacolo.com e TalkCity.it, dove racconta eventi, musica, teatro e cultura con uno stile coinvolgente e appassionato. Cura progetti editoriali come curatore letterario e conduce programmi radiofonici che danno voce a storie di rinascita, arte e impegno sociale.
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