L’incendio ha richiesto un intervento coordinato di Protezione Civile, Vigili del Fuoco e elicottero RL01

Un incendio di rilevanti dimensioni ha colpito nella giornata di ieri il territorio di Vigna di Valle, bruciando un’ampia porzione di macchia mediterranea e piccoli arbusti nei pressi dell’ingresso del Museo dell’aeronautica di Vigna di Valle.
Per circoscrivere le fiamme ed evitarne la diffusione verso le aree limitrofe, è stato necessario predisporre un piano di intervento coordinato tra diverse forze operative sul campo.
Le operazioni di spegnimento hanno visto l’impiego diretto dei volontari del Gruppo Sabazia ODV, intervenuti in squadra con l’AVAB ODV, l’ANC Lago di Bracciano e il Gruppo Comunale di Protezione Civile di Bracciano.
Il coordinamento delle manovre è stato affidato al Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS26), il quale, valutata l’estensione dell’area del fuoco, ha richiesto il supporto dell’elicottero regionale RL01 per eseguire sganci d’acqua dall’alto nei punti di maggiore intensità.
A terra hanno operato simultaneamente i Vigili del Fuoco, presenti con la squadra boschiva 26A2 del distaccamento di Cerveteri per il contenimento diretto del rogo.
La perimetrazione della zona interessata e la gestione della sicurezza stradale e ambientale sono state curate dai Carabinieri della Stazione di Anguillara Sabazia e dai Guardiaparco del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano.

L’incendio di Vigna di Valle incrementa il bilancio stagionale della campagna di contrasto agli incendi boschivi nell’area del bacino lacustre.
Nel bimestre giugno-luglio 2025, la provincia di Roma aveva registrato una recrudescenza del fenomeno, superando i 1.000 interventi complessivi della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.
Tra i comuni di Bracciano, Anguillara, Trevignano, Manziana e Canale Monterano, i punti più sollecitati avevano riguardato proprio la fascia collinare di Vigna di Valle, le aree perimetrali del Parco e i bordi delle principali strade provinciali.
I dati provvisori per la stagione 2026, aggiornati a fine luglio dalla Protezione Civile Regionale, evidenziano circa 570 incendi sull’intero territorio del Lazio. La provincia di Roma continua a rappresentare la quota principale dei soccorsi, con oltre 200 chiamate gestite in circa sei settimane di attività.
Dalle analisi tecniche condotte sugli interventi storici nel comprensorio sabatino emerge come la gran parte dei roghi estivi prenda origine da sterpaglie e vegetazione secca a ridosso dei margini stradali, per poi estendersi alla macchia mediterranea e ai pascoli.
La quota di incendi che riesce a penetrare nelle zone boschive più fitte resta limitata, ma costituisce lo scenario a più alto rischio, che richiede l’attivazione immediata della flotta aerea regionale e nazionale.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione

