Accolto il ricorso di nove lavoratori ex aCAPO. Irregolare la composizione della commissione esaminatrice. Ora si apre una riflessione sulla gestione amministrativa dell’azienda sanitaria.
Una nuova vicenda giudiziaria richiama l’attenzione sulla gestione amministrativa della ASL Roma 4.
Il TAR del Lazio ha annullato la procedura selettiva per l’assunzione a tempo determinato di 30 coadiutori amministrativi senior, indetta con delibera del Direttore Generale n. 692 del 1° ottobre 2025.

La sentenza accoglie il ricorso presentato da nove ex dipendenti della cooperativa sociale aCAPO, assistiti dall’avvocata Elisabetta Musso, annullando il bando, gli atti della commissione e la graduatoria finale.
Al centro della decisione un errore nella composizione della commissione esaminatrice: secondo il TAR, la presidenza avrebbe dovuto essere affidata a personale interno alla ASL Roma 4, come previsto dalla normativa e dallo stesso regolamento aziendale.
La scelta di nominare una presidente proveniente dalla ASL Roma 1 ha invece determinato l’illegittimità dell’intera procedura.

Una questione apparentemente tecnica, ma tutt’altro che marginale, soprattutto quando riguarda un’azienda pubblica chiamata a garantire rigore, trasparenza e correttezza amministrativa.
La vicenda assume un significato ancora più delicato considerando la situazione dei lavoratori coinvolti.
Per anni impegnati nelle attività di back office dell’azienda sanitaria, dal gennaio 2026 si trovano in cassa integrazione straordinaria a zero ore, dopo il mancato rinnovo dell’appalto.
La ASL Roma 4 è stata inoltre condannata al pagamento di 2.500 euro di spese legali, oltre accessori.

Al di là degli aspetti giudiziari, resta una domanda di carattere gestionale: possibile che una procedura di assunzione pubblica, regolata da disposizioni precise e da un regolamento interno, possa essere compromessa da un errore nella nomina della commissione?
Non si tratta di mettere in discussione l’intera attività dell’azienda sanitaria, né di anticipare giudizi sulle responsabilità individuali.
Tuttavia, episodi come questo inevitabilmente sollevano interrogativi sull’efficacia dei controlli interni e sull’attenzione riservata agli atti amministrativi da parte dell’attuale Direzione aziendale.

In un momento in cui la sanità territoriale è chiamata ad affrontare sfide importanti, anche la qualità della macchina amministrativa rappresenta un elemento fondamentale per la credibilità delle istituzioni.
Resta ora da capire se la ASL Roma 4 deciderà di impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato oppure di procedere dando esecuzione alla decisione del TAR.
Una scelta che, insieme alle valutazioni sull’accaduto, potrà offrire qualche indicazione in più sul modo in cui l’attuale governance intende affrontare questa delicata vicenda.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione
