Bottone trasforma il bullismo vissuto in prima persona in un cortometraggio premiato e disponibile su RaiPlay
A soli 13 anni Angelo Bottone ha già scelto il cinema come strumento per raccontare storie e affrontare temi importanti. La sua passione è iniziata quando aveva appena 9 anni, quasi per gioco, realizzando i suoi primi cortometraggi.
Da allora quel gioco è diventato una vera passione. Angelo ha partecipato al Moscerine Film Festival, dedicato ai giovanissimi under 12, conquistando anche il premio per la miglior regia con Le disavventure di un Angelo: Alieni vs Zombie,
un racconto horror fantascientifico ricco di immaginazione e ironia, dedicato anche all’importanza di vivere il mondo reale senza lasciare che il virtuale prenda il sopravvento.
Poi è arrivata una storia ancora più personale. Angelo il bullismo lo ha vissuto in prima persona e ha deciso di trasformare questa esperienza in un messaggio rivolto non solo ai suoi coetanei, ma a tutti.
È nato così Le cose che (non) si vedono, cortometraggio scritto e diretto dallo stesso Angelo e prodotto da Daniela Porcelli per LP Produzioni.

La storia racconta di Pietro, un ragazzino timido vittima di bullismo, che desidera che suo fratello Luca possa vivere per un giorno la sua stessa esperienza. In modo sorprendente, i due fratelli si scambiano i corpi e Luca si ritrova così a vivere sulla propria pelle quello che Pietro affronta ogni giorno.
«Volevo che la gente potesse mettersi nei panni del ragazzino bullizzato, che capisse e potesse vivere sulla propria pelle questa esperienza», racconta Angelo.
Il cortometraggio è stato premiato al Festival Internazionale della Cinematografia Sociale – Tulipani di Seta Nera, dove ha ricevuto il Premio Sorriso Tulipani Fuoriclasse – Talenti in Erba “Giovanissimi – Primi sguardi”.
Le cose che (non) si vedono è inoltre disponibile su RaiPlay, permettendo alla storia di Angelo di arrivare a un pubblico ancora più ampio.
Il prossimo passo sarà portare questo messaggio direttamente nelle scuole.

Da settembre Angelo, insieme ad ARGOS Forze di Polizia Associazione, incontrerà gli studenti per proiettare il cortometraggio e parlare di bullismo, cercando di trasformare il cinema in uno strumento di confronto, sensibilizzazione ed empatia.
Per Angelo, però, le novità non finiscono qui. Nei prossimi mesi sono previsti nuovi progetti, altre partecipazioni a festival cinematografici e anche un viaggio in Polonia.
Quello che era iniziato a 9 anni come un gioco si è trasformato in una passione e in un modo per raccontare esperienze, emozioni e problemi reali.
A 13 anni Angelo Bottone continua così a scrivere e dirigere, dimostrando che anche una giovane voce può usare il cinema per parlare di bullismo e provare a cambiare il modo in cui lo guardiamo.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

