Massimo Sabatini racconta a TalkCity Social TV la valorizzazione del Parco tra archeologia, natura, turismo e territorio
Oltre 200 visitatori in un solo appuntamento, liste d’attesa e un interesse crescente per un luogo rimasto per anni quasi sconosciuto.
È il bilancio delle iniziative organizzate a Vicarello, presso la Casa di Ledo, all’interno del Parco Naturale Regionale Bracciano Martignano. Un successo che racconta quanto sia forte la voglia di riscoprire il patrimonio ambientale, storico e archeologico del territorio.
A parlarne ai microfoni di TalkCity Social TV è stato Massimo Sabatini, direttore dell’Ente Parco Naturale Regionale Bracciano Martignano, intervistato da Corrado Orfini nell’appuntamento settimanale dedicato alla Regione Lazio.
Le quattro settimane di appuntamenti organizzate a Vicarello hanno superato le aspettative. L’ultimo evento ha registrato oltre 200 presenze, tanto da rendere necessario ricorrere a una lista d’attesa.
«È stata una sorpresa relativa», ha spiegato Sabatini, sottolineando come il passaparola abbia contribuito a far conoscere un luogo che, fino a poco tempo fa, era quasi sconosciuto anche a molti residenti.
La Casa di Ledo e l’area archeologica circostante si trovano infatti in una zona non immediatamente accessibile.

Proprio per questo l’apertura al pubblico ha rappresentato un’occasione particolare: una volta entrati, molti visitatori hanno potuto scoprire un paesaggio fatto di ulivi, testimonianze archeologiche e tracce di una storia legata anche alle antiche attività termali.
La valorizzazione di Vicarello nasce soprattutto dalla possibilità di mettere in relazione patrimonio naturalistico e patrimonio archeologico.
L’area conserva importanti testimonianze della presenza romana ed è legata al complesso della villa dell’imperatore Domiziano, figlio di Vespasiano, oltre che alle antiche strutture termali alimentate dalle acque presenti nella zona.
Fondamentale, in questo percorso di valorizzazione, è la collaborazione con la Soprintendenza, proprietaria dei terreni archeologici.
Nel 2019 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa attraverso il quale l’Ente Parco si occupa, tra gli altri aspetti, della manutenzione, del controllo e della sicurezza, mentre alla Soprintendenza spettano le attività di carattere scientifico, come studi, ricerche e campagne archeologiche.
Un modello di collaborazione che, secondo Sabatini, potrà essere ulteriormente sviluppato. L’obiettivo non è soltanto attirare il pubblico dei comuni vicini, ma allargare progressivamente la conoscenza di questi luoghi anche ai visitatori provenienti da Roma, dall’Italia e dall’estero.

La valorizzazione di un sito storico non può però prescindere dalla sua conservazione. Per rendere questi luoghi accessibili è necessario investire nella manutenzione, nella sorveglianza e nella presenza di personale qualificato.
«La manutenzione continua» è fondamentale, ha spiegato Sabatini, perché permette di monitorare le strutture e impedire che il naturale deterioramento raggiunga livelli irreversibili.
Tra le prospettive future c’è anche l’utilizzo delle nuove tecnologie. Ricostruzioni virtuali e modelli tridimensionali potrebbero aiutare i visitatori a immaginare come doveva apparire il complesso in epoca romana, con gli ambienti decorati, i mosaici e le strutture termali.
Nel corso dell’intervista, il direttore ha voluto sottolineare anche il ruolo della squadra che lavora quotidianamente all’interno dell’Ente Parco.
Guardie del parco, personale tecnico, addetti alla comunicazione e collaboratori hanno contribuito alla riuscita degli eventi. Sabatini ha evidenziato soprattutto l’entusiasmo dei giovani coinvolti nelle attività di accompagnamento e divulgazione e la disponibilità dimostrata dal personale regionale.
Un impegno che, nelle parole del direttore, è andato spesso oltre il semplice orario di lavoro, mostrando un forte legame con il territorio e con il patrimonio da tutelare.

La valorizzazione del Parco non riguarda però soltanto archeologia e ambiente. Un altro tema emerso nell’intervista è il rapporto tra territorio, turismo e attività economiche locali. Sabatini ha ricordato la presenza di numerose aziende agricole che producono vino, formaggi e altri prodotti di qualità.
Realtà spesso poco conosciute al di fuori dell’area e che, secondo il direttore, potrebbero beneficiare di una maggiore capacità di fare sistema.
Il collegamento tra patrimonio culturale, natura, turismo ed eccellenze agroalimentari potrebbe quindi diventare uno degli elementi strategici per aumentare l’attrattività dell’area del lago di Bracciano e dei Monti Sabatini.
La valorizzazione del territorio comprende una rete molto più ampia rispetto ai singoli eventi. Il Parco dispone di circa 130 chilometri di ciclovie che attraversano le colline dei Monti Sabatini e di una rete di sentieri oggetto di interventi di manutenzione.
Tra le aree citate da Sabatini c’è anche la faggeta di Oriolo Romano, riconosciuta patrimonio UNESCO, oltre alla Caldara di Manziana, uno degli scenari naturali più caratteristici dell’area.
L’idea è quindi quella di trasformare la visita a un singolo sito in un’esperienza più ampia, capace di accompagnare cittadini e turisti alla scoperta dell’intero territorio.

Terminati gli appuntamenti estivi, lo sguardo dell’Ente Parco è già rivolto ai prossimi eventi. Tra le ipotesi c’è la realizzazione di un vero e proprio “borgo di Natale” nell’area esterna della Casa di Ledo, con allestimenti temporanei progettati nel rispetto delle strutture archeologiche.
Non mancherebbero gli eventi culturali e musicali. Sabatini ha ricordato anche un precedente concerto natalizio organizzato proprio a Casa di Ledo e l’idea di riproporre un appuntamento musicale, possibilmente all’aperto, creando un’atmosfera capace di valorizzare ancora una volta la particolarità del luogo.
Alla domanda sul risultato concreto che vorrebbe raggiungere nei prossimi mesi, Sabatini ha indicato una priorità precisa: aumentare nei cittadini la consapevolezza dell’importanza del territorio in cui vivono.
Il direttore ha richiamato l’attenzione anche sui problemi legati al degrado e agli scarichi abusivi, sottolineando la necessità di costruire un rapporto più forte tra comunità e ambiente.
Il Parco, ha spiegato, non deve essere percepito come un ostacolo alle attività, ma come uno strumento per proteggere una risorsa collettiva: la natura, il paesaggio, l’agricoltura e il lavoro delle persone che vivono e operano sul territorio.

La seconda sfida è invece quella di far conoscere sempre di più questo patrimonio, inserendo il Parco Bracciano Martignano in una rete più ampia di luoghi e aree protette della Regione Lazio.
Dalla Casa di Ledo ai percorsi naturalistici, dall’archeologia alle produzioni locali, il progetto raccontato da Massimo Sabatini a TalkCity Social TV ha un filo conduttore: la valorizzazione di un patrimonio che esiste già, ma che deve essere conosciuto, tutelato e raccontato meglio.
Vicarello è diventato così un laboratorio concreto. Il successo delle visite dimostra l’interesse del pubblico per luoghi meno conosciuti e conferma le potenzialità di un territorio capace di unire natura, storia, cultura, turismo ed eccellenze locali.
La sfida, ora, sarà trasformare questa crescente attenzione in un progetto stabile di valorizzazione, capace di coinvolgere le comunità locali e di portare il Parco Bracciano Martignano sempre più lontano, anche oltre i confini del territorio.
TalkCity.it Redazione

