MARIO BACCINI
Mario Baccini in un’intervista sul quotidiano Il Tempo: «Le ragioni e il progetto della mia ricandidatura»

A un anno e mezzo circa dalle prossime elezioni amministrative, Mario Baccini mette sul tavolo la sua candidatura per un secondo mandato alla guida di Fiumicino.
Lo fa dalle pagine del quotidiano nazionale Il Tempo, che oggi, 11 agosto, dedica al sindaco un’intervista dal titolo inequivocabile: «Le ragioni e il progetto della mia ricandidatura».
Un’uscita che, di fatto, apre con largo anticipo la partita per le prossime amministrative e dà un segnale politico preciso: Baccini intende chiedere ai cittadini di Fiumicino di proseguire il lavoro iniziato nel 2023.
Nell’intervista, realizzata da Francesca Mariani, il sindaco affronta innanzitutto il tema dell’inchiesta che lo riguarda, ribadendo la propria fiducia nella magistratura ma anche la convinzione che un avviso di garanzia non possa sostituire il giudizio degli elettori. «Sull’indagine risponderò con i fatti», è il concetto espresso da Baccini, che invita a distinguere il piano giudiziario da quello politico e amministrativo.

Il cuore dell’intervista, però, è soprattutto il futuro della città.
Baccini rivendica una visione che punta a trasformare Fiumicino da periferia di Roma a territorio con una propria centralità strategica.
Nel ragionamento del sindaco trovano spazio le grandi infrastrutture e le potenzialità legate alla presenza dell’aeroporto, del porto, del Tevere e della vocazione turistica e portuale della città.
L’obiettivo dichiarato è fare di Fiumicino un territorio capace di attrarre investimenti e produrre sviluppo.
Tra i passaggi sottolineati da Il Tempo c’è anche quello relativo al rapporto con l’aeroporto e alle interlocuzioni con il territorio: Baccini rivendica l’importanza di costruire un progetto complessivo nel quale aeroporto, porto, infrastrutture e turismo possano diventare elementi di un’unica strategia di crescita.

L’intervista affronta anche la vicenda del monumento a Giacomo Matteotti e le polemiche politiche che ne sono scaturite.
Baccini respinge l’idea che la sua posizione possa essere interpretata come un atteggiamento di destra nei confronti della figura di Matteotti e sostiene che la memoria storica appartiene alla Nazione e non può essere trasformata in una bandiera di parte.
Un passaggio che si inserisce anche nel dibattito sul termine “fascismo”, rispetto al quale il sindaco invita a non utilizzare una parola così importante come semplice arma del confronto politico contemporaneo.
Al di là delle singole questioni affrontate, l’intervista a Il Tempo assume quindi un evidente significato politico.
Baccini non aspetta l’ultima fase della legislatura per parlare del proprio futuro: lo fa adesso, rivendicando un progetto e chiedendo implicitamente agli alleati e alla città di misurarsi con una prospettiva di continuità.
È una scelta che può essere letta anche positivamente sotto il profilo amministrativo.

Annunciare con largo anticipo la volontà di ricandidarsi significa infatti mettere la propria esperienza di governo davanti al giudizio dei cittadini, assumendosi la responsabilità di quanto realizzato e di quanto ancora resta da fare.
Fiumicino, del resto, è una città che negli ultimi anni ha acquisito un peso sempre maggiore nello scenario del territorio metropolitano romano.
Aeroporto, porto, turismo, collegamenti e sviluppo economico rappresentano dossier che richiedono continuità amministrativa e capacità di programmazione sul medio-lungo periodo.
La ricandidatura annunciata da Baccini va dunque interpretata come l’avvio di una nuova fase: non ancora una campagna elettorale, ma la presentazione alla città di un progetto per il futuro.
E il messaggio lanciato dalle pagine della stampa nazionale è difficile da fraintendere: Mario Baccini vuole giocarsi fino in fondo la partita del Baccini bis.
Editoriale di Corrado Orfini

