
Da Golf Pop al turismo golfistico, passando per Open d’Italia, giovani e inclusione: il punto dei presidenti Cerchiai e Gazzellone ai microfoni di Swing Capitale
Si è chiusa con una puntata di grande spessore istituzionale e sportivo la stagione di Swing Capitale, la rubrica di Talk City dedicata al mondo del golf, condotta da Francesca Alvi e Marco Caponi.
Ospiti dell’ultima trasmissione il presidente della Federazione Italiana Golf, Cristiano Cerchiai, e il presidente del Comitato Regionale Lazio, Antonio Gazzellone, protagonisti di un confronto ricco di contenuti sul presente e sul futuro del movimento golfistico italiano.
A quasi due anni dalla sua elezione alla guida della Federazione Italiana Golf, il presidente Cristiano Cerchiai ha tracciato un bilancio decisamente positivo dell’attività federale.
Il Presidente ha spiegato come la Federazione abbia avviato numerose azioni concrete, tutte orientate a priorità ben precise: ampliare il movimento golfistico, rafforzare il supporto ai circoli e rendere più sostenibile il percorso di avvicinamento al golf, soprattutto per i giovani e le loro famiglie.
Grande attenzione è stata inoltre dedicata al reperimento di sponsor e allo sviluppo del turismo golfistico, indicato come uno degli asset strategici per il futuro.
Tra i progetti di maggiore impatto, Cerchiai ha posto l’accento su Golf Pop, la nuova campagna di comunicazione pensata per abbattere stereotipi ancora radicati attorno al golf.

I primi risultati, ha spiegato, sono incoraggianti: secondo gli ultimi dati disponibili, i neofiti risultano in crescita del 67% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un dato che conferma come il messaggio stia arrivando: il golf non più come sport elitario, ma come disciplina accessibile, giovane e dinamica.
Ampio spazio è stato dedicato anche al discusso contributo federale di 500 euro, misura su cui molti circoli e tesserati hanno chiesto chiarimenti.
Cerchiai ha spiegato che l’obiettivo non è penalizzare i cosiddetti “tesserati liberi”, ma riequilibrare un sistema che negli anni ha generato distorsioni economiche a danno dei circoli.
Il contributo nasce per garantire risorse ai campi da golf, strutture costose da mantenere e fondamentali per la pratica sportiva. La misura punta a responsabilizzare anche i tesserati liberi, garantendo al tempo stesso cinque green fee spendibili in tutta Italia.
La prospettiva auspicata dal Presidente è che, col tempo, questo strumento possa diventare superfluo grazie a un progressivo riavvicinamento dei tesserati ai circoli.

Sul fronte territoriale, Antonio Gazzellone ha illustrato il lavoro del Comitato Regionale Lazio, impegnato sia nel mantenimento dell’alto livello agonistico sia nell’allargamento della base dei praticanti.
Particolare attenzione è stata riservata ai campi pratica, considerati il primo punto di accesso per i neofiti. Il Lazio, ha ricordato, continua a distinguersi come una delle regioni più virtuose per crescita di nuovi tesserati.
Il Comitato sta inoltre sviluppando importanti collaborazioni con enti locali e amministrazioni territoriali.
Sono in corso progetti con diversi Comuni, tra cui Latina e Rieti, oltre a iniziative di promozione in contesti non convenzionali come Villa Borghese, il laghetto dell’EUR, il Circo Massimo e perfino le spiagge urbane sul Tevere.
L’obiettivo è semplice ma ambizioso: portare il golf dove si trovano le persone, avvicinando nuovi potenziali appassionati.
Grande attenzione è stata riservata all’Open d’Italia, in programma dal 25 al 28 giugno al Circolo Golf Torino.

Cerchiai ha annunciato un format rinnovato e più coinvolgente per il pubblico, con un villaggio eventi pensato per offrire un’esperienza che vada oltre la sola competizione sportiva, affiancando al torneo momenti di relax e intrattenimento.
Sul piano tecnico, ha inoltre anticipato la presenza di giocatori di altissimo profilo internazionale, elemento destinato ad alzare ulteriormente il livello competitivo della manifestazione.
Guardando al futuro, sia Cerchiai sia Gazzellone hanno confermato che il Lazio possiede tutte le caratteristiche per tornare a ospitare grandi eventi internazionali, ricordando il valore strategico del territorio, la qualità dei suoi circoli e il peso dell’eredità lasciata dalla Ryder Cup.
La presenza di strutture di alto livello e di un pubblico sensibile al golf rende infatti la regione una candidata naturale, pur nella complessità organizzativa richiesta da manifestazioni di tale portata.
Importanti anche i risultati sul piano economico. Cerchiai ha annunciato che il bilancio federale 2025 segna un’inversione di tendenza storica: dopo anni, il patrimonio della Federazione è tornato positivo.
Un traguardo significativo che lascia prevedere il completo risanamento con un anno di anticipo rispetto ai tempi fissati.

Tra i temi affrontati, anche la riorganizzazione della Scuola Nazionale di Golf, considerata una priorità strategica. La struttura è stata profondamente rinnovata sotto il profilo organizzativo e formativo, con risultati già giudicati molto positivi.
Sul golf professionistico italiano, Cerchiai si è mostrato fiducioso. I giovani italiani impegnati nei circuiti internazionali stanno offrendo segnali incoraggianti, confermando la bontà del lavoro svolto dai tecnici federali.
Quanto alla Ryder Cup, il Presidente ha chiarito che il principale obiettivo non era l’immediato incremento dei tesserati, bensì il posizionamento dell’Italia come destinazione golfistica di eccellenza.
Un obiettivo centrato, che ora deve tradursi in una crescita strutturale del turismo golfistico.
Spazio, infine, ai giovani e all’inclusione. Gazzellone ha ribadito il valore educativo del golf, disciplina capace di formare carattere, concentrazione ed equilibrio, anche grazie al progetto “Golf a Scuola”, che sta portando sempre più ragazzi a scoprire questo sport.
Sul fronte inclusivo, ha ricordato il crescente sviluppo del golf paralimpico e l’organizzazione, nel Lazio, di eventi europei dedicati agli atleti con disabilità.

La puntata si è chiusa con una riflessione che va oltre il dato tecnico o sportivo. Il golf, emerso con forza da questo confronto, non è soltanto una disciplina fatta di tecnica, concentrazione e gesto atletico.
È anche cultura, educazione, relazione, rispetto delle regole e capacità di condividere il tempo tra generazioni diverse. È uno sport che unisce, include e forma.
Ed è forse proprio questa la sua forza più autentica: insegnare che la crescita di un movimento non si misura soltanto nei numeri, ma nella capacità di creare comunità, trasmettere valori e generare appartenenza.
Se il golf italiano continuerà a muoversi lungo questa traiettoria, il futuro non potrà che essere promettente. E, ascoltando le parole dei suoi protagonisti, si percepisce chiaramente che questo percorso è già iniziato.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione ⛳







