Fratelli d'Italia in Consiglio Copmunale
Dalla gestione pubblica ai contributi privati, il futuro dell’inclusione tra scelte del Comune e polemiche politiche

Leggiamo il comunicato delle consigliere Lecis e Aprea e prendiamo atto che, nel tentativo di difendere una scelta dell’Amministrazione, si preferisce sorvolare su alcuni dati oggettivi che meritano invece di essere conosciuti dai cittadini.
Nessuno mette in discussione l’importanza dell’inclusione né il diritto delle famiglie di ricevere sostegno. Ciò che contestiamo è una precisa scelta politica:
dopo quindici anni viene cancellato il Centro Estivo Inclusivo comunale gestito da CSP, un servizio pubblico gratuito che rappresentava un punto di riferimento per circa cinquanta bambini, tra cui nove con disabilità.
Le esponenti della maggioranza parlano di nuove forme di sostegno alle famiglie, ma evitano di dire che il Comune ha deciso di non organizzare più direttamente il centro estivo tramite la propria partecipata e di indirizzare invece le famiglie verso strutture private attraverso contributi economici.
Una scelta legittima, ma che va chiamata con il suo nome: una progressiva privatizzazione di un servizio che fino ad oggi era garantito direttamente dal pubblico.
Colpisce inoltre che nel nuovo contratto di servizio tra Comune e CSP il Centro Estivo Inclusivo non sia più previsto, mentre era espressamente contemplato nel precedente. Anche questo è un fatto e non un’opinione.

Altrettanto significativo è quanto emerge dai numeri del servizio OEPAC. Il precedente contratto prevedeva 67.800 ore di servizio; il nuovo ne prevede 62.000, con una riduzione di 5.800 ore.
È vero che, dopo quasi dieci anni, è stato finalmente riconosciuto un adeguamento del costo orario unitario, passato da 18,54 euro a 19,69 euro oltre IVA, ma ciò non ha impedito una significativa riduzione delle ore complessivamente erogate.
E mentre si tenta di giustificare questa scelta, l’Amministrazione corre ai ripari solo adesso con un avviso per l’erogazione di contributi destinati ai centri estivi privati.
Un intervento tardivo, che avrebbe dovuto essere programmato e pubblicato già nel mese di maggio, consentendo alle famiglie di organizzarsi per tempo. Oggi molti centri estivi hanno già avviato le attività e numerose famiglie hanno già dovuto trovare autonomamente una soluzione.
L’amarezza nasce soprattutto dalla fine di un’esperienza che per quindici anni ha garantito inclusione vera, integrazione tra bambini con e senza disabilità e un servizio pubblico totalmente gratuito per le famiglie.
Oggi quel modello viene archiviato e sostituito da un sistema che demanda ai centri estivi privati una funzione che fino a ieri era svolta direttamente dal Comune attraverso CSP.

Le consigliere Lecis e Aprea hanno il diritto di difendere questa scelta. Noi continuiamo a ritenerla profondamente sbagliata.
Un servizio pubblico che funzionava, era gratuito e garantiva inclusione reale avrebbe meritato di essere rafforzato, non cancellato.
Per questo continueremo a chiedere che il Centro Estivo Inclusivo venga ripristinato e che si torni a investire in un modello che per quindici anni ha rappresentato un esempio concreto di inclusione, integrazione e sostegno alle famiglie.
Comunicato stampa Fratelli D’Italia – Circolo Giorgio Almirante Civitavecchia
Riceviamo e pubblichiamo.





