
All’indomani della pubblicazione di un sondaggio che dovrebbe mettere la parola fine sulla scelta dei cittadini, il Comitato “Fuori Pista” si ritrova rilanciando l’azione di contrasto al progetto

C’è un dato politico che prima dell’assemblea del Comitato Fuori Pista di ieri, sabato 23 maggio non poteva essere ignorato: il sondaggio di Youtrend parla chiaro… tre cittadini su quattro del Comune di Fiumicino si sono dichiarati favorevoli alla realizzazione della quarta pista dell’aeroporto Leonardo Da Vinci.
Un risultato netto, chiaro, democraticamente inequivocabile.
Eppure proprio all’indomani della pubblicazione di questo sondaggio, il Comitato Fuori Pista ha riunito cittadini (pochi) e rappresentanti politici per rilanciare ancora una volta la propria battaglia contro l’espansione aeroportuale.
Una mobilitazione che ormai pone una domanda inevitabile: cosa muove davvero oggi chi continua a opporsi a un progetto sostenuto dalla larga maggioranza della città?

Sia chiaro: difendere una posizione minoritaria è legittimo. In democrazia è giusto che ogni voce possa esprimersi. Ma il punto politico è un altro.
Quando un’infrastruttura strategica viene sostenuta dalla maggioranza dei cittadini, delle imprese, dei lavoratori e delle categorie economiche del territorio, continuare a raccontarla come una minaccia assoluta rischia di diventare qualcosa di diverso da una semplice battaglia ambientalista.
Anche perché il tema ambientale, negli anni, è stato ampiamente affrontato e regolato. Le prescrizioni, i vincoli e le compensazioni previste da Aeroporti di Roma sono state descritte nel dettaglio proprio per limitare gli impatti sul territorio.
Rumore, sostenibilità, consumo del suolo, mitigazioni ambientali: ogni aspetto è oggi sottoposto a controlli e procedure molto più stringenti rispetto al passato.

E allora viene da chiedersi: siamo ancora davanti a una protesta ambientalista oppure a un’operazione politica?
Perché il tono utilizzato da alcuni esponenti dell’opposizione e da parte del comitato sembra ormai andare oltre il merito del progetto.
Si è passati dal confronto sulle opere a una vera e propria contrapposizione ideologica verso chi investirà sul territorio, verso gli imprenditori, verso lo sviluppo economico stesso.

Ma davvero i cittadini di Fiumicino vogliono questo?
Davvero una città che vive soprattutto grazie all’aeroporto considera un pericolo l’aumento di investimenti, occupazione, indotto e competitività internazionale?
La crescita dell’aeroporto significa posti di lavoro, servizi, infrastrutture, turismo, commercio. Significa garantire a Fiumicino un ruolo centrale nello sviluppo economico nazionale e internazionale dei prossimi decenni.
Ed è forse proprio questo il dato che il sondaggio fotografa meglio di ogni assemblea: i cittadini hanno capito che il futuro della città non può essere fermato dalla paura ideologica o da campagne permanenti contro ogni forma di sviluppo.
La verità è che oggi il Comitato Fuori Pista rappresenta una posizione minoritaria che continua a parlare come se fosse maggioranza. Ma la risposta della città è arrivata forte e chiara. Ed è arrivata dai cittadini.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione





