La Confederazione insiste sulla proposta, numeri alla mano Gismondi, CNA: “Incentivi alle piccole imprese per l’autoproduzione di energia, obiettivo irrinunciabile” Il potenziale è di 50 MW, due volte la potenza già installata per il fotovoltaico

Favorire con incentivi mirati e procedure semplificate la realizzazione di impianti di autoproduzione di energia elettrica da parte delle piccole imprese per ridurre la dipendenza dell’Italia dal gas, abbassare il costo della bolletta e accelerare il percorso della decarbonizzazione. È la proposta presentata da CNA, nelle scorse settimane, a governo e Parlamento. La Confederazione torna alla carica.

“Liberarsi dalla dipendenza energetica anche sfruttando l’enorme potenziale delle micro e piccole imprese, è un obiettivo da centrare.

Lo sostenevamo prima dell’esplosione del conflitto in Ucraina, quando evidenziavamo che una piccola impresa paga l’energia quattro volte di più rispetto a una impresa industriale e il 33,5% in più della media europea e denunciavamo l’insostenibilità di quei costi.

Adesso non possiamo permetterci di perdere altro tempo, dobbiamo correre, sempre in un’ottica di transizione energetica green.

Gli incentivi per la realizzazione di impianti da energie rinnovabili devono essere estesi al mondo dell’artigianato e delle piccole imprese”, dice Alessio Gismondi, presidente della CNA di Viterbo e Civitavecchia, ricordando che CNA chiede un credito d’imposta del 50% dell’investimento iniziale almeno per un triennio.

A supporto della proposta, ecco i numeri. Una analisi della CNA evidenzia che il patrimonio immobiliare ad uso produttivo delle piccole e medie imprese si può stimare in circa 400 milioni di metri quadrati.

Impiegare questa superficie equivale a un enorme parco fotovoltaico (senza consumare suolo) da 50mila MW, pari a oltre il doppio della potenza installata oggi in Italia. Tale dotazione potrebbe generare circa 57.600 GWh, equivalenti a 4,9 milioni di TEP o 5,3 miliardi di metri cubi di gas l’anno.

E non va sottovalutato il fatto che uno degli effetti positivi è l’abbattimento delle emissioni di gas serra pari a 23,4 milioni di CO2 (il 31,7% del totale dalla produzione termoelettrica nazionale e il 20,5% della produzione delle centrali a gas).

L’autoproduzione di energia delle piccole e medie imprese è oggi limitata, invece, a circa 6mila MW di potenza installata attraverso 138mila impianti, a causa di procedure complicate e della mancanza di misure di incentivazione.

Secondo la CNA, è possibile coinvolgere, in poco tempo, 200mila micro e piccole imprese che, realizzando impianti tra 12 e 200 kW, potrebbero assicurare una potenza di quasi 9mila MW e una
produzione aggiuntiva di 10mila GWh l’anno, con un taglio delle emissioni di CO2 di 3,6 milioni di tonnellate e un risparmio di un miliardo di metri cubi di gas.

Riceviamo e pubblichiamo

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