Il consigliere della Lega sui lavori al Marangone: “Ambiente ed habitat vanno tutelati”

<Abbiamo avuto notizia che il TAR Lazio ha respinto il ricorso che l’Università Agraria di Civitavecchia  ( UAC) ha presentato contro la  sospensione del Piano Generale di Assestamento Forestale  2019-2025 (P.G.A.F ) che l’ente agrario stava portando avanti  in località Marangone in modo anomalo, causando, come vedremo, un vero e proprio disastro ambientale.

Tale sospensione  fu disposta dall’area Metropolitana con atto datato 5 luglio 2021 a seguito di sopralluogo richiesto dal Comune di Civitavecchia e poi effettuato congiuntamente alla presenza di diversi enti competenti ed associazioni ambientaliste, riscontrando lavori in difformità ed alcuni non previsti : uno scempio ambientale.  

Ricordiamo la vicenda: Il comune di Civitavecchia su segnalazione di molti cittadini e delle associazioni ambientaliste (LIPU Civitavecchia-Monti della Tolfa, SROPU, Comitato 2 ottobre, Forum Ambientalista, Societas Herpetologica Italica sezione Lazio, ENPA Santa Marinella e Associazione Leukothea) che denunciavano pesanti lavori di sbancamento  in corso   da parte dell’UA con l’impiego di mezzi meccanici lungo la valle del Marangone, in località poggio Moscio, Mandrione, Scarpatosta , colle d’Angelo ecc, chiedeva  alla Regione , che aveva approvato il PGAF, di verificare se gli interventi in essere fossero stati realizzati in conformità e secondo le prescrizioni.

La Regione, dopo sopralluoghi e controlli, considerato il pregio del territorio, tutte zone di Macchia Mediterranea e boschiva  di assoluto valore paesaggistico ed ambientale, ricadenti nella Zona di Protezione Speciale “Comprensorio Tolfetano-Cerrite-Manziale”, meta di escursioni della popolazione del comprensorio, decideva di far sospendere ad UAC i lavori del PGAF e per questo l’ente agrario faceva ricorso al TAR Lazio.

L’organo giudiziario amministrativo  respinge ora la possibilità di continuare i lavori con la seguente motivazione: “Ritenuto che, in fase cautelare, debba prevalere l’interesse alla prevenzione del danno ambientale, alla luce di quanto emerso dai sopralluoghi eseguiti dalle autorità amministrative, che concordano nel rilevare l’esecuzione di interventi non conformi ai criteri di corretta conservazione dell’habitat; Ritenuto, pertanto, di dover respingere l’istanza di sospensione dei provvedimenti impugnati; Ritenuto di dover, comunque, compensare le spese della fase cautelare  PQM . IL TAR per il Lazio  RIGETTA l’istanza di sospensione dei provvedimenti Impugnati.”

FAS

Una  ennesima vittoria dei cittadini, delle Associazioni ambientaliste, dei comitati e dell’amministrazione Comunale che da anni combattono questa amministrazione UAC,  decaduta dall’aprile 2020, e che la cittadinanza, supportata dalle istituzioni, dalle associazioni e dai comitati, contrasta ormai con pacifiche, ma continue manifestazioni di protesta per denunciare pubblicamente le molte irregolarità della gestione e l’ingiusta imposizione di vincoli di uso civico su centinaia di ettari fortemente urbanizzati.

Nella manifestazione di sabato 13 sono stati denunciati gli abusi gestionali e amministrativi perpetrati da UAC e gli errori della perizia Monaci (non  ancora approvata dalla Regione per la parte di Tenuta delle Mortelle, 170 ettari di demanio densamente edificati) a causa delle opposizioni di 1200 cittadini che ne rivendicano la allodialità.

Sono inoltre state denunciate le enormi spese, circa 450 mila euro, devolute in un anno ad avvocati e periti, principalmente per contrastare le giuste rivendicazioni dei cittadini, che hanno portato il bilancio in perdita.

Vedasi il ricorso in Cassazione che UAC presenta per ogni procedimento e che riguarda il regolamento di giurisdizione, espediente legale per ritardare le sentenze nelle numerose cause in corso ed  ulteriore aggravio di spese per la cittadinanza. 

Ma ormai le irregolarità sono veramente  troppe e l’amministrazione UAC, che ha smobilizzato senza un progetto un milione e mezzo di euro della collettività ed ha malamente impiegato circa 750 mila euro (plusvalore dei buoni del tesoro smobilizzati) in spese non consentite a danno della collettività, è rimasta isolata.

Anche la Regione Lazio  ne mette in dubbio la legittimità ad emettere atti, come è successo nella riunione del 14 ottobre sull’argomento PGAF e ne contesta le perizie con la relazione dell’Avv. Petronio, consulente regionale, che ribadisce la allodialità del territorio cittadino.     

In conclusione le molte iniziative in corso, con esito positivo per i cittadini, ci fanno ben sperare che presto  sarà portata la legalità all’interno dell’ente  con il blocco delle attività di questa amministrazione UAC e l’indizione  di nuove elezioni per il rinnovo delle cariche sociali scadute da tempo.>

Riceviamo e pubblichiamo dal Consigliere Comunale di Civitavecchia Pasquale MARINO

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