Yachting e qualità al centro del confronto ISYBA: a Roma l’intera filiera rilancia il ruolo strategico del broker tra trasparenza, compliance e tutela del valore

Roma – La qualità non è più un semplice valore aggiunto, ma una vera e propria infrastruttura del mercato dello yachting.
È questo il messaggio forte e condiviso emerso dal convegno “Il valore del confronto”, promosso da ISYBA e ospitato al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo di Roma, che ha riunito progettisti, cantieri, comandanti di superyacht, armatori, esperti di compliance e rappresentanti delle istituzioni.
Un confronto concreto, tecnico e strategico che ha messo al centro l’evoluzione del comparto nautico, oggi chiamato a rispondere a una crescente complessità industriale, normativa e gestionale.
In questo scenario, la qualità diventa il fattore chiave per garantire trasparenza, affidabilità delle transazioni e tutela del valore delle imbarcazioni nel tempo.
Dal dibattito è emersa con chiarezza la consapevolezza che il settore stia vivendo una fase di maturità, in cui improvvisazione e opacità non sono più tollerabili.

La qualità nasce già in fase di progettazione, si consolida nella costruzione, si verifica nella gestione operativa e si riflette direttamente nella chiarezza delle compravendite e nella rivendibilità delle unità.
In questo contesto, il broker nautico assume un ruolo strategico: diventa il nodo di connessione tra esigenze del cliente, competenze tecniche e quadro normativo, contribuendo a ridurre le aree di ambiguità, ad aumentare l’affidabilità delle informazioni e a rafforzare la solidità del mercato.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di ISYBA, Massimo Malaspina, che ha sottolineato l’impegno dell’Associazione nel promuovere standard professionali sempre più elevati: «Non possiamo più permetterci improvvisazione o opacità.
La credibilità del comparto passa da professionalità riconoscibili, procedure chiare e responsabilità ben definite».

Il confronto, ha aggiunto, è lo strumento essenziale per costruire un linguaggio comune lungo tutta la filiera.
La sessione dedicata ai progettisti ha messo in evidenza come il valore reale di un’imbarcazione si costruisca “a monte”.
Engineering, pesi, impiantistica, prestazioni, vincoli normativi e limiti d’impiego devono essere definiti con precisione fin dall’inizio, per garantire trasparenza e protezione di tutte le parti coinvolte.
Sul tema della sostenibilità è emersa una linea netta: non slogan, ma scelte concrete, misurabili e integrate nel progetto, capaci di tenere conto sia delle caratteristiche costruttive sia dell’utilizzo reale dell’unità da parte dell’armatore.

Il confronto con il mondo della cantieristica ha poi richiamato l’importanza di rendere replicabili le buone pratiche, affinché innovazione e leadership non restino casi isolati, ma si traducano in processi strutturati e condivisi, capaci di ridurre i contenziosi e aumentare la fiducia del mercato.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo del comandante, oggi sempre più figura manageriale chiamata a governare sicurezza, manutenzione, equipaggio, programmazione e controllo dei costi.
Dal confronto è emersa una visione chiara: una gestione sana si fonda su procedure rispettate, manutenzione pianificata, reporting trasparente e cultura della sicurezza, supportata da consulenti e manager professionisti.

Altro tema centrale è stato quello della compliance. Gli interventi degli esperti hanno evidenziato come la conformità normativa non rappresenti un ostacolo al business, ma uno strumento di protezione.
In un contesto in cui crescono responsabilità e rischi, la risposta è costruire presidi solidi: controlli interni, ruoli chiari, deleghe definite e verifiche periodiche, a tutela della credibilità dell’intero comparto.
La presenza delle istituzioni e della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera ha ribadito un principio fondamentale: la sicurezza in mare è il risultato di scelte e comportamenti che attraversano tutta la filiera.
Non un tema da affrontare solo “a valle”, ma una responsabilità diffusa che parte dalla progettazione e arriva alla gestione quotidiana dell’unità.
In chiusura, il segretario generale di ISYBA, Marco Viganò, ha sottolineato il ruolo dell’Associazione come piattaforma stabile di dialogo con le istituzioni e con il mondo industriale, evidenziando come il confronto di Roma rappresenti un ulteriore passo verso la strutturazione della professione del mediatore nautico.

Il convegno ha confermato la volontà di ISYBA di consolidare il proprio ruolo di interlocutore istituzionale del brokeraggio nautico, promuovendo trasparenza tecnica, tracciabilità documentale e cultura della due diligence.
L’obiettivo è trasformare le buone pratiche in strumenti operativi condivisi, rendendole ripetibili e strutturali.
Se la qualità è davvero l’infrastruttura del mercato dello yachting, la sfida per il futuro sarà costruire un ecosistema in cui professionalità, competenze e regole chiare diventino patrimonio comune, a beneficio di un settore sempre più solido, credibile e competitivo.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
