Preparazione atletica, mobilità e prevenzione: come cambia il modo di vivere e praticare questo sport
Nel corso della puntata di “Swing Capitale” del 23 marzo, la trasmissione radiofonica dedicata al golf di Roma e provincia, condotta da Francesca Alvi e Marco Caponi, è stato affrontato un tema tanto importante quanto spesso sottovalutato: il ruolo della preparazione atletica nel golf.
Ospite della trasmissione è stato il preparatore atletico Sergio Manenti, da anni impegnato nel lavoro con atleti di alto livello.
Durante l’intervista, Manenti ha ripercorso le tappe principali del proprio percorso professionale, nato da una forte passione per lo sport, in particolare per il basket.

Proprio a seguito di alcuni infortuni, dovuti anche alla mancanza, in passato, di un’adeguata preparazione fisica, ha maturato la consapevolezza di quanto sia fondamentale allenare il corpo prima ancora di concentrarsi sulla tecnica.
Da qui la scelta di intraprendere un percorso di studio e specializzazione che lo ha portato ad avvicinarsi al golf, disciplina che oggi rappresenta il fulcro della sua attività.
Nel corso della conversazione è emerso chiaramente come il golf venga ancora oggi percepito, erroneamente, come uno sport poco impegnativo dal punto di vista fisico.

Manenti ha invece evidenziato come si tratti di una disciplina complessa, che richiede resistenza, coordinazione e, soprattutto, una buona mobilità articolare.
Le lunghe camminate sul campo e i movimenti tecnici, come lo swing, implicano infatti un coinvolgimento fisico significativo, che non può essere improvvisato.
Particolare attenzione è stata dedicata proprio al tema della mobilità, indicata come il primo e imprescindibile punto di partenza.

Senza una corretta capacità di movimento, ha spiegato Manenti, anche il gesto tecnico più semplice può risultare inefficace o addirittura dannoso.
Solo successivamente è possibile lavorare sulla forza e sugli altri aspetti della preparazione, affiancando, quando necessario, anche un corretto supporto dal punto di vista alimentare.
Un ulteriore elemento di riflessione ha riguardato la differenza tra atleti professionisti e amatori. Se i primi sono orientati alla massima performance e seguono programmi intensivi e strutturati, i secondi devono necessariamente adattare l’allenamento alle proprie esigenze quotidiane.

In questo senso, Manenti ha sottolineato l’importanza di percorsi personalizzati, sostenibili e calibrati sugli obiettivi individuali.
Per un golfista amatoriale, infatti, non sono necessari allenamenti lunghi o particolarmente complessi: bastano anche pochi minuti al giorno, oppure brevi sessioni di circa 30 minuti per tre volte a settimana, purché mirate soprattutto al miglioramento della mobilità e della qualità del movimento.
Un approccio semplice ma costante, che consente di ottenere benefici concreti senza togliere spazio al piacere del gioco.

Nel corso della sua carriera, Manenti ha avuto inoltre la possibilità di lavorare con alcuni tra i migliori talenti del golf italiano e internazionale.
Tra questi Matteo Manassero, con cui ha condiviso esperienze anche a livello internazionale, oltre a professionisti e atleti di alto profilo come Gregorio De Leo.
Ha inoltre seguito per anni la squadra nazionale femminile, contribuendo alla crescita di giocatrici come Alessandra Fanali e Carolina Melgrati, oggi protagoniste nei circuiti professionistici.
Un percorso che testimonia l’importanza sempre crescente della preparazione atletica anche ai massimi livelli.

È stato inoltre evidenziato come il golf sia profondamente cambiato negli ultimi anni: i professionisti di oggi si presentano come atleti completi, capaci di coniugare forza, flessibilità e resistenza, superando definitivamente l’immagine, ormai superata, del golfista poco allenato.
In conclusione, dalla conversazione è emerso con chiarezza come la preparazione atletica non rappresenti un elemento accessorio, ma una componente fondamentale per vivere il golf in modo più consapevole ed efficace.
Non si tratta soltanto di migliorare la performance, ma soprattutto di preservare il benessere fisico, prevenir
e gli infortuni e rendere ogni esperienza sul campo più equilibrata, sicura e duratura nel tempo.
Francesca Alvi – TalkCity.it Redazione

