La richiesta della realizzazione di una strada di collegamento tra la zona Valdambrini e via delle Colonie è condivisibile, quello che lascia increduli è la metamorfosi dei suoi promotori

È bastato perdere le elezioni per vedere un gruppo politico da sempre arroccato sulle posizioni della precedente maggioranza e insofferente alle richieste della cittadinanza attiva, scoprirsi improvvisamente paladino dei disagi della città, che per anni hanno trascurato, e amante delle cosiddette “iniziative dal basso”.
Fa un certo effetto vederli oggi chiedere a gran voce un’opera su cui l’intera cittadinanza concorda da sempre e che loro nei precedenti otto anni di governo non hanno pianificato e tantomeno provato a realizzare.
Dopo anni di trascuratezza non basta mettere le toppe sui singoli problemi, dobbiamo riprogettare la città considerandola nel suo complesso – legando urbanistica, viabilità e trasporti in una visione globale del territorio, nel presente e in prospettiva.

Se quando erano al governo avessero avuto questa visione d’insieme, forse oggi non ci troveremmo di fronte al controsenso di aver speso fondi PNRR per realizzare una pista ciclabile proprio su via delle Colonie –
che depotenzia la viabilità e la sicurezza – di quello che oggi, loro stessi, chiedono diventi lo sbocco del raccordo con la zona di Valdambrini.
Il triste paradosso, poi, è che l’ipocrisia e la strumentalità di questa operazione rischiano di allontanare i cittadini. Molti, pur ritenendo utile realizzare la nuova “bretella”, non se la sentiranno di apporre una firma che automaticamente significherebbe avallare questo insopportabile opportunismo.
Non firmare non sarà un “no” all’opera, ma un sacrosanto “no” a chi, dopo averli ignorati per otto anni, oggi usa i bisogni della città per rifarsi una verginità e piazzare una bandierina politica.
Firmerà chi riuscirà a turarsi il naso. La strada serve. Ma nel firmare sarà impossibile non sorridere – o indignarsi – di fronte a questo improvviso e sinceramente poco credibile risveglio civico.
Il Paese che Vorrei
Riceviamo e pubblichiamo.
