
Bosco al centro della protesta del Comitato 2 Ottobre, che chiede al Comune di fermare il secondo intervento e valutare un indennizzo ai proprietari

Il giorno 29 giugno il Comitato “2 ottobre” ha inoltrato al Sindaco Alessio Manuelli ed all’assessore ambiente e verde Danilo Bitetti, una lettera aperta su uno degli scempi ambientali più insensati a S. Marinella: l’autorizzazione al taglio di 20 ettari del bosco delle Guardiole.
Il bosco insiste sul versante del fosso del Ponton del Castrato che causò tre morti durante l’alluvione dell’81 e dove l’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell’Ambiente) ha identificato un rischio di vita per centinaia di cittadini se si dovessero verificare fenomeni alluvionali centennali.
Sono stati finanziati più di 6 milioni di euro per la messa in sicurezza del nostro territorio.
Con parte di tali finanziamenti (circa 3 milioni di euro), dopo anni di tribolazioni amministrative, sono state realizzate le vasche di laminazione che, al netto della mancata autorizzazione dell’opera da parte dell’Autorità di Bacino, dovrebbero mitigare gli effetti degli eventi metereologici più intensi.
Dagli anni settanta, per poi proseguire con tutti gli studi sulla fragilità del nostro territorio (studio della Provincia di Roma, Studio Margaritora, ecc.),
si indicano come interventi necessari piantumazioni sui versanti collinari dei nostri corsi d’acqua, soprattutto quelli del Ponton del Castrato proprio per la sua alta pericolosità.

Vista la dimensione del taglio, l’autorizzazione è di competenza della Città metropolitana che ha diviso in due annualità l’intervento:
il taglio dei primi 10 ettari è iniziato il mese di ottobre 2025 senza nessuna comunicazione al Comune da parte né del dipartimento all’ambiente della città metropolitana,
né da parte della proprietà, né del professionista che ha progettato il cantiere, cosa questa che contrasta con il regolamento del verde comunale che però nessun ufficio ha contestato.
Il secondo taglio (altri 10 ettari di bosco) dovrebbe iniziare il prossimo settembre/ottobre.
Visto che esso provocherebbe un aumento del rischio di morte (è di questo che si parla) di molti nostri cittadini, siamo qui a impegnare la nuova Amministrazione a non lavarsene le mani.
Consideriamo il valore del bosco delle guardiole assai maggiore di quella data dalla vendita come legna da ardere.

Chiediamo quindi all’amministrazione appena entrata in carica di considerare la possibilità di intervenire con lo strumento dell’indennizzo al mancato taglio,
certamente più economico che ripiantumare 20 ettari di bosco e dragare le vasche di laminazione quando saranno invase dai detriti che quell’acclivio nudo produrrà.
La VINCA (valutazione di incidenza ambientale) effettuata dalla Città Metropolitana non ha tenuto conto del rischio idrogeologico, né ha contattato gli uffici tecnici comunali per un parere né ha preso in considerazione altre modalità di gestione del bosco.
Infatti, il bosco, non aveva più subito i turni di taglio periodici e quindi poteva essere ritenuto in riconversione naturale ad alto fusto.
Risulta estremamente irresponsabile autorizzare siffatto taglio sul versante più scosceso del fosso visto il rischio idrogeologico intervenuto, versante che da direttamente sulle appena realizzate vasche di laminazione.

Il cantiere forestale stesso non segue le normali tecniche di mitigazione dei lavori facendo lavorare trattori e macchine forestali senza percorsi segnati ma percorrendo tutta l’area del cantiere con la conseguenza di danni al suolo
facilitando anche la dilavazione dello stesso per mezzo delle precipitazioni rendendo più problematica la gestione delle vasche di laminazione, che sarebbero la meta dei detriti dilavati dal versante nudo, aumentandone notevolmente i costi di manutenzione.
Quando il “comitato 2 ottobre” fece presente la cosa, né gli uffici tecnici (Mencarelli) né il Sindaco Tidei né la delegata all’ambiente hanno sentito l’esigenza di chiedere conto alla città metropolitana di questa barbarie.
Per molti residenti in area Ponton del Castrato è l’ennesima evidenza di come gli si sta tagliando il ramo dove sono seduti. Il Comitato, oltre ad inviare la lettera, chiederà un incontro con il neo assessore Bitetti.
Comunicato stampa Comitato “2 ottobre”
Riceviamo e pubblichiamo.






