Si accende il confronto elettorale a Santa Marinella tra il candidato sindaco Alessio Manuelli e la coalizione guidata da Emanuele Minghella, sostenuta anche dall’ex sindaco Pietro Tidei

Manuelli, attraverso un duro intervento della sua coalizione, attacca frontalmente il Partito Democratico e il progetto politico avversario, definendo il cosiddetto “campo largo” una costruzione incoerente e sbilanciata verso destra.
Nel mirino finiscono soprattutto le alleanze e le candidature che, secondo Manuelli, rappresenterebbero un insieme eterogeneo di ex esponenti del centrodestra e figure politiche distanti dalla tradizione del PD.
L’accusa principale è quella di trasformismo e perdita di identità politica, con una coalizione descritta come un contenitore privo di coerenza ideologica.

Di segno opposto la risposta del comitato Minghella Sindaco, che respinge le critiche definendole deboli e strumentali.
La coalizione sottolinea come anche lo schieramento di Manuelli sia composto da realtà diverse, rivendicando invece la legittimità di un progetto civico capace di superare gli steccati politici tradizionali.
Minghella ribadisce il sostegno del Partito Democratico e difende l’apertura a figure provenienti da altre esperienze politiche, interpretata come una scelta basata su competenza e visione amministrativa piuttosto che su appartenenze ideologiche.

Secondo il comitato, l’attacco di Manuelli servirebbe solo a distogliere l’attenzione dal vero confronto con il centrodestra.
Il clima, dunque, resta acceso: da una parte la denuncia di incoerenza e trasformismo, dall’altra la rivendicazione di un progetto civico e inclusivo.
Un duello politico che entra sempre più nel vivo in vista delle prossime elezioni amministrative.

A seguire i due comunicati in versione integrale
Il campo largo secondo Tidei. Il campo Santo del PD
A Santa Marinella il Partito Democratico ha scoperto il segreto dell’elasticità politica: altro che “campo largo”, qui siamo al “campo dilatato… con scappellamento a destra come se fosse antani”. Una nuova disciplina olimpica: il salto triplo carpiato con avvitamento ideologico, atterraggio morbido sul passato che fu.
Basta con le ovvietà viste in Campania con Alleanza Verdi e Sinistra, via il Movimento 5 Stelle: troppo verdi, troppo stelle, troppo… poco compatibili con la nuova linea “democraticamente destrorsa”. E così il PD diventa PDLite: stesso gusto, meno imbarazzo (forse).
Il pezzo forte del menù? La scelta del candidato sindaco: un ex delegato al bilancio della giunta del Popolo della Libertà, uno che con Forza Italia non ha solo simpatizzato ma ci ha pure tagliato il nastro della sede. Altro che campo largo: qui siamo al “campo largo… intesa come nostalgia canaglia”.
Il PD lo presenta come civico. Certo, civico come un raduno di reduci. Una lista che più che un progetto sembra un “amarcord” della destra, con il PD nel ruolo di animatore turistico: “Signori, da questa parte abbiamo ex di qua, ex di là, ex di tutto. Prego, accomodarsi”.
E infatti arrivano anche i rinforzi: fuoriusciti da Fratelli d’Italia come Galli e Verzilli — fuoriusciti sì, ma mica dispersi: ritrovati subito sotto la bandiera del campo largo, che ormai è diventato una specie di lost & found della politica.
Poi c’è il colpo da maestro: candidati regionali della Lega come Roberta Felici, già candidata sindaco per La Destra di Storace e per MSI Fiamma Tricolore. Praticamente una carriera a chilometro zero… ma tutta a destra. Un curriculum che nel PD, fino a ieri, sarebbe stato considerato materiale da studio antropologico. Oggi invece è un valore aggiunto: la filiera corta del trasformismo.
Il “campo largo” diventa così il “campo largo… purché giri a destra”. Un campo magnetico, più che politico: attira tutto ciò che ha una bussola orientata verso il passato. E respinge ciò che dovrebbe essere il suo alleato naturale.
I dirigenti locali parlano di “superamento delle ideologie”. Ed è vero: le hanno superate tutte, senza fermarsi a nessuna. Una specie di autostrada politica senza caselli, dove si entra da sinistra e si esce direttamente a destra, senza pagare il pedaggio della coerenza.
Nel frattempo gli elettori assistono allo spettacolo come davanti a un gioco di prestigio: “Adesso vedrete sparire la sinistra… oplà, sparita davvero”. E al suo posto compare una coalizione che sembra uscita da una riunione di condominio della Prima Repubblica.
E non è finita, perché “il bello arriva adesso”. Traduzione: il casting è ancora aperto. Chissà, magari arriverà pure qualche nostalgico con tessera in bianco e nero (più nero che bianco), giusto per completare il quadro.
In fondo, il PD di Santa Marinella ha capito tutto: in tempi di crisi d’identità, meglio avere un’identità multipla. O meglio ancora, nessuna. Così non si sbaglia mai.
Altro che campo largo: qui siamo al campo santo ma della coerenza politica. Con tanto di lapide: “Qui giace la sinistra. Trasferitasi altrove per incompatibilità ambientale”.
COALIZIONE PER ALESSIO MANUELLI SINDACO

Polemiche ideologiche, tentativi di riscrivere una storia che i cittadini conoscono già perfettamente
In merito alle recenti dichiarazioni diffuse dalla coalizione a supporto di Alessio Manuelli, il candidato sindaco Emanuele Minghella interviene con fermezza per fare chiarezza sulla natura del proprio progetto politico e rispedire al mittente le accuse di incoerenza.
L’articolo diffuso dalla coalizione avversaria suscita un sorriso per la sua evidente debolezza argomentativa, poiché individuare come nemico la realtà con cui si è lavorato fino a pochissimo tempo fa appare come un semplice esercizio di retorica. Risulta singolare che certe critiche arrivino proprio dalla coalizione Manuelli, la quale include al suo interno forze eterogenee: alcuni esponenti che provengono dall’esperienza di “Un’altra città è possibile” e “Il paese che vorrei”, insieme ad altri che giungono da Forza Italia. Evidentemente anche loro comprendono bene la necessità di convogliare persone che hanno piacere di fare le cose fatte bene, superando i vecchi steccati. Questo attacco frontale sembra un tentativo di sviare l’attenzione dai veri equilibri politici in campo, ignorando che il reale avversario sia il centrodestra. Tale accanimento ricorda la favola della volpe e l’uva: quando non si riesce a raggiungere l’obiettivo, si cerca di sminuirne il valore.
Il Partito Democratico ha sostenuto la candidatura di Emanuele Minghella con orgoglio, rivendicando il lavoro concreto svolto insieme negli anni passati e la volontà di amministrare per tutta la città anziché per un singolo schieramento. Gli esponenti che si sono staccati dal centrodestra per confluire nella lista civica del sindaco, “Spazio Moderato”, hanno compiuto una scelta precisa, preferendo il programma, la competenza e la visione di futuro per la città rispetto all’ideologia politica di partito. Si tratta di un contenitore che ha sempre ospitato sensibilità trasversali e che oggi accoglie chi non si riconosce più in un centrodestra ormai inesistente sul territorio. La coalizione guidata da Minghella prosegue dunque nel proprio percorso, concentrandosi sulle soluzioni per Santa Marinella e Santa Severa e lasciando ad altri le polemiche ideologiche o i tentativi di riscrivere una storia amministrativa che i cittadini conoscono già perfettamente.
Ufficio Stampa Emanuele Minghella Sindaco
