I conti che non tornano, le regole che cambiano a seconda dei canali di erogazione, una riorganizzazione territoriale senza criteri condivisi
È un quadro allarmante quello delineato dall’Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori (UAP), che mercoledì 28 gennaio, alle ore 11, terrà una conferenza stampa alla Club House di Piazza di Monte Citorio 116,
a Roma, per accendere i riflettori sulle criticità strutturali che stanno mettendo a rischio la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.

Al centro dell’iniziativa, come spiega la presidente Mariastella Giorlandino, c’è innanzitutto il tema del nomenclatore tariffario: molte prestazioni sanitarie vengono oggi rimborsate dal SSN a tariffe sottocosto, una condizione già riconosciuta da sentenze del TAR.
Un meccanismo che costringe strutture pubbliche e accreditate a lavorare in perdita, riducendo l’offerta, allungando le liste d’attesa e aggravando i disavanzi, soprattutto nelle Regioni sottoposte a piano di rientro.
Altro che risparmio: il costo, avverte l’UAP, finisce per ricadere direttamente sui cittadini.

Nel mirino anche la cosiddetta “farmacia dei servizi”, definita dall’associazione come un canale parallelo di erogazione di prestazioni diagnostiche che, nella configurazione attuale, derogherebbe ai requisiti di qualità, sicurezza e responsabilità previsti per le strutture sanitarie
Una scelta che, secondo l’UAP, non migliorerebbe l’accesso alle cure, ma risponderebbe piuttosto a pressioni lobbistiche, abbassando le garanzie per i pazienti.
A completare il quadro, una riorganizzazione della rete sanitaria e territoriale avviata – denuncia l’Unione – senza regole chiare e condivise, con il rischio di indebolire i presìdi di prossimità e aumentare le disuguaglianze nell’accesso ai servizi.

Non è casuale, sottolinea l’UAP, l’assenza alla conferenza stampa di rappresentanti istituzionali e politici: una scelta motivata dalla “sostanziale indisponibilità all’ascolto e al confronto” riscontrata finora, nonostante ripetute dichiarazioni di interesse rimaste senza seguito.
“Non è una vertenza di categoria – conclude Giorlandino – ma un atto di responsabilità civile.
Difendere il Servizio Sanitario Nazionale significa difendere i cittadini, il diritto alla salute e la qualità delle cure. Stesse prestazioni devono significare stesse regole. La sanità non è un mercato. È un diritto”.
TalkCity.it Redazione
