Sarà in scena venerdì 10 febbraio al Teatro di Villa Lazzaroni lo spettacolo SOTTOSOPRA vivere secondo natura, drammaturgia di Silvana Mariniello e Alessandra Silipo, regia di Vania Castelfranchi, con Silvana Mariniello, Federico Moschetti, Lara Panizzi e Alessandra Silipo.
Una storia di amicizia e rivalità. Di amori impossibili e fughe rocambolesche. Voli pindarici e sogni proibiti. La ricerca di sé stessi oltre i propri limiti e poi la natura con le sue regole. Una storia di emarginazione e di riscatto, di aridità e di rinascita. La lotta per la sopravvivenza e la distrazione
umana.
La storia di una piccola comunità costretta a migrare per un rifugio sicuro. La storia di Oreste, Menelao, Alba e il suo piccolo e del loro Capitano. Un fantasy. Una commedia oscura. Il colorato mondo dei pipistrelli.
Una fiaba simbolica e surreale nella quale il mondo animale riflette nascostamente sul nostro
universo, sul senso della vita e su ciò che si può fare per migliorarla.
Una sorta di ascolto di voci dal subconscio che, dagli abissi della mente, dalle parti più antiche e selvagge di noi, ci consegna inaspettata saggezza e illuminanti consigli. Si scardina quella paura e quel ‘Monstruosus’ delegato agli animali come i Pipistrelli, per ascoltarne i preziosi segreti ed un punto di vista altro, originale e virtuoso.
Tra voli, amicizie, lotte di sopravvivenza, ricerche e amori, queste ombre alate e notturne
toccano i grandi temi della modernità come della filosofia antica, ricercando un come ed un perché
dell’esistenza in una sottile e complessa riflessione sulla società, su come svilupparla verso un bene
comune e condiviso, cercando di sfuggire a guerre, inquinamento, malattie, pregiudizi ed
ingiustizie.
Quattro interpreti incarnano con giochi vocali, ritmici e fisici, molteplici forme del pensiero animale e le gesta sia di animali che di umani, in un girotondo vorticoso di eventi, disavventure e problematiche, alla ricerca di una via di uscita rivoluzionaria che invece, come la storia del mondo spesso ci dimostra, è semplicemente un ciclo, ridondante e ripetitivo…
ma il tornare su i propri passi, come il serpente Ouroboros che mangia la propria coda, se per gli uomini a
volte rappresenta un rinnegare il progresso e un fallimentare tornare indietro, viceversa in natura è
segno di un sapiente ciclo evolutivo, un prendere coscienza e consapevolezza, come il fiorire di un
nuovo cerchio sulla corteccia dell’albero.
Mentre passa il tempo, gli animali cambiano muta, e si sale di un livello di esperienza, verso una maturità sapiente che sembra essere il vero segreto nascosto della natura selvatica e la grande manchevolezza che l’Umano ricerca senza vedere.