
Il capogruppo di Noi Moderati in Campidoglio solleva dubbi su Ama e Dea Capital nella riqualificazione urbana

“Stop alla proposta di delibera sull’ambito territoriale di riqualificazione e recupero edilizio in zona Piazzale Caduti della Montagnola ex proprietà Ama ora inserito in un fondo con Dea Capital.
Fermiamoci ed ascoltiamo le esigenze del territorio” chiede in una nota Marco Di Stefano, capogruppo di Noi Moderati in Assemblea Capitolina.
“Sì allo sviluppo economico” spiega il consigliere, “ma questo non vuol dire accettare sgradevoli speculazioni che arricchiscono solo i privati ed impoveriscono la quotidianità dei nostri concittadini oltre che la pubblica amministrazione”.

“Ama è una società in house” precisa Di Stefano, “Roma Capitale attraverso l’istituto del controllo analogo deve condividere le grandi operazioni che compie l’azienda, e dunque mi chiedo come sia possibile che da mesi io chieda notizie su chi gestirà quest’operazione e nessuno sia in grado di darmi una risposta”.
“Voglio sapere chi ha deciso che i privati per mettere in piedi un’operazione del genere debbano avere 12.000 metri quadrati di edilizia residenziale privata,
e se in un mercato libero e leale si farà un bando trasparente per verificare se qualche operatore sia in grado di compiere quest’operazione togliendosi qualcosa dall’utile privato per arricchire il territorio e la pubblica amministrazione… Ma nessuno risponde a questi miei quesiti” chiarisce l’esponente di Noi Moderati.

“Quando è così, gatta ci cova, come si suol dire” aggiunge il consigliere.
“Dal punto di vista urbanistico l’operazione non fa una piega, anche se avremmo gradito che l’articolo 3 della L.R. 7 sulla valorizzazione degli ambiti territoriali fosse applicato in primis su zone da rigenerare in periferia anziché su una speculazione netta e chiara di un fondo immobiliare noto a Roma,
ma da un punto di vista politico ci sono molte riflessioni da fare, ed è per questo che invitiamo la maggioranza a sospendere la discussione sulla delibera e ad aggiornarci in merito”.

“Da una parte infatti” conclude Di Stefano “si blocca la rigenerazione urbana in maniera insolita con una delibera votata pochi mesi fa, e dall’altra si dà il massimo della premialità per rigenerare quest’ambito,
il 35% in più di cubatura ai privati, quando tutti sappiamo che la città necessita innanzitutto di housing sociale: a fronte di questa incongruenza, si impone una seria riflessione”.
Comunicato stampa Gruppo Capitolino Noi Moderati
Riceviamo e pubblichiamo.








