Referendum e voto al Centro senza indicazioni sui seggi: l’appello a Commissario e partiti per chiarire dove votare

Nonostante l’avvicinamento al giorno del voto sul referendum, ai sedicenti politici santamarinellesi come di consueto – tranne che per rare eccezioni – non importa nulla.
In altre faccende affaccendati, un argomento così importante come la modifica della Costituzione, non suscita particolare interesse.
Non corrisponde esattamente a quelli che sono gli interessi più diretti e concreti: un posto in lista, un accordo alla amatriciana, l’esclusione di questo o dell’altro nemico all’interno della propria coalizione.

L’attenzione di questi politicastri – a nostro avviso, a quindici giorni dalla consultazione dovrebbe però vertere su ben altro.
Quello che salta all’occhio, è il totale disinteresse di chi si occupa di politica nel segnalare al Commissario prefettizio, la necessità di comunicare nel più breve tempo possibile, il luogo dove i cittadini delle sezioni elettorali del Centro dovranno andare a votare – sempre se avranno voglia di farlo.
Per quello che ci riguarda, per la nostra totale disaffezione riguardo l’istituto referendario, poco conta.

Il referendum in materia costituzionale, è un autentico insulto per il regime delle competenze.
Chiamare ad esprimersi cittadini spesso informati sommariamente, su un tema così importante – su cui perfino giuristi, costituzionalisti, magistrati, avvocati ed esperti del settore si accapigliano da anni – rappresenta un autentico cortocircuito se non l’apice della truffa democratica delegata.
Ad ogni modo, sarà bene che i partiti, gli uffici competenti e la Commissaria stessa, diano indicazioni chiare e risolutive, nel più breve tempo possibile.

Al contrario, a quei cittadini del Centro che volessero esprimere la propria scelta, potrebbe rimanere come ultima possibilità, solo quella intercettare il seggio volante che si sposta da un posto all’altro.
Il direttivo del Centro Studi Aurhelio
Riceviamo e pubblichiamo.
