Su TalkCity Social TV il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale guarda al futuro: “Il Porto deve generare economia, lavoro e valore per il territorio”
Dopo un primo anno dedicato a rimettere ordine nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, per Raffaele Latrofa è arrivato il momento di guardare alla seconda fase del mandato.
Ospite di TalkCity Social TV, il presidente ha tracciato la rotta per il futuro del Porto di Civitavecchia, senza dimenticare Fiumicino e Gaeta.
“Il primo anno è servito a costruire le fondamenta, adesso dobbiamo costruire sopra le fondamenta”, ha spiegato Latrofa, ricordando il superamento dello stato di crisi, la ricostituzione della governante,
l’approvazione del Piano Operativo Triennale e l’adozione del DPSS, passaggi che aprono la strada alla revisione dei piani regolatori dei tre porti del Lazio.
La sfida, ora, è trasformare questo lavoro in sviluppo economico, nuovi traffici, investimenti e occupazione. “Il Porto non è soltanto un luogo nel quale arrivano e partono delle navi – ha sottolineato Latrofa – ma un’infrastruttura economica capace di produrre valore”.
Il Porto di Civitavecchia che il presidente immagina tra qualche anno sarà più moderno, ordinato, digitale e soprattutto più collegato alla ferrovia.
La digitalizzazione sarà uno degli assi strategici del prossimo periodo: l’Autorità ha ottenuto circa 2,75 milioni di euro per una nuova infrastruttura 4G e 5G destinata allo scalo, mentre sistemi intelligenti dovranno consentire una gestione più efficiente dei flussi di merci e passeggeri.
Fondamentale sarà anche la ferrovia. Per Latrofa, “la banchina da sola non determina la competitività di uno scalo”: collegare il Porto alla rete ferroviaria nazionale ed europea significa ampliare il mercato e rendere più sostenibile il trasporto delle merci.
La prospettiva è quella di una vera intermodalità tra mare, ferro e gomma, con uno sguardo anche all’utilizzo dell’idrogeno.
Altro capitolo centrale è la transizione energetica. Civitavecchia ha costruito una parte importante della propria economia sull’energia e sulla presenza della centrale Enel, ma secondo Latrofa la fine di quel modello non deve coincidere con il declino del territorio.
Al contrario, deve diventare l’occasione per costruire una nuova vocazione energetica e industriale.
In questa direzione si inseriscono l’Hydrogen Valley e il Cold Ironing, con l’elettrificazione delle banchine che consentirà alle navi di spegnere i motori durante la sosta e collegarsi alla rete elettrica, riducendo le emissioni.

Grande attenzione anche alla Zona Logistica Semplificata, che Latrofa considera uno strumento da trasformare in risultati concreti. L’obiettivo è attrarre imprese e investimenti sfruttando la posizione strategica di Civitavecchia, alle porte di Roma e al centro del Mediterraneo, insieme ai collegamenti autostradali e ferroviari e agli spazi portuali.
“Il vero salto di qualità è passare da un Porto di transito a un Porto che genera economia”, ha ribadito il presidente. Non solo movimentazione delle merci, quindi, ma logistica, trasformazione, servizi e nuove imprese capaci di creare lavoro.
Anche il crocierismo resta una delle grandi eccellenze dello scalo. Civitavecchia ha superato i 3,5 milioni di passeggeri e l’obiettivo dei quattro milioni appare sempre più vicino.
Ma per Latrofa la vera sfida non è soltanto aumentare il numero dei crocieristi: è fare in modo che una quota maggiore della ricchezza generata dai loro arrivi rimanga sul territorio.
Per questo occorrerà migliorare i collegamenti tra Porto e città e costruire un’offerta turistica capace di valorizzare Civitavecchia e il territorio circostante, senza limitarsi al collegamento con Roma.
Lo stesso presidente ha annunciato di voler percorrere personalmente il tragitto compiuto da un crocierista dal momento dello sbarco, per verificare in prima persona l’immagine che la città offre ai suoi visitatori.

Il rapporto tra Porto e città è infatti un altro elemento centrale della visione di Latrofa. Le barriere, ha spiegato, devono essere abbattute anche dal punto di vista culturale: Porto e Civitavecchia devono crescere insieme.
Il futuro riguarda però l’intero sistema portuale del Lazio. Latrofa non immagina tre scali in competizione tra loro, ma tre porti specializzati e complementari.
Civitavecchia manterrà una vocazione internazionale e multipurpose, Fiumicino potrà sfruttare la vicinanza con Roma e con l’aeroporto, mentre Gaeta dovrà rafforzare il ruolo commerciale, la nautica e il segmento delle crociere di lusso.
La direzione indicata dal presidente è quindi quella di un sistema nel quale ogni Porto abbia una missione precisa e tutti gli scali siano in grado di lavorare insieme.
Dopo un primo anno dedicato alle fondamenta, per Latrofa comincia adesso la fase più importante: trasformare infrastrutture, digitalizzazione, ferrovia, transizione energetica e nuovi traffici in sviluppo concreto.
Il Porto del futuro, nella sua visione, non dovrà essere soltanto più tecnologico. Dovrà soprattutto essere un Porto capace di generare economia, occupazione e valore per Civitavecchia e per tutto il Lazio.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

Sono Ludovica Combina, ho 19 anni e studio lettere moderne mentre lavoro per poter prendere il tesserino da pubblicista.

