Dai nuovi dati sui traffici portuali al Laboratorio formativo, dalla transizione energetica alla Comunità energetica rinnovabile, il Presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale: “Il porto deve abbattere le barriere con la città”
Il porto come motore economico, opportunità di lavoro e risorsa per il territorio.
Ma soprattutto un porto capace di dialogare con la città, superando quella distanza che per troppo tempo ha caratterizzato il rapporto tra Civitavecchia e il suo scalo.
È stato questo il filo conduttore della puntata di PORTO-CITTÀ, la rubrica di TalkCity Social TV condotta da Corrado Orfini, che ha ospitato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, l’ingegnere Raffaele Latrofa.
Un confronto approfondito sui numeri, sui progetti già avviati e sulle prospettive di sviluppo dell’intero sistema portuale laziale, con particolare attenzione alle ricadute economiche e occupazionali per le comunità che vivono intorno ai porti.

Partendo dai dati relativi al periodo gennaio-settembre, Latrofa ha anticipato un quadro complessivamente positivo per Civitavecchia. In particolare, il traffico crocieristico registra una crescita di circa il 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un risultato superiore alle aspettative iniziali.
In aumento anche le rinfuse liquide, mentre permangono difficoltà sul fronte delle rinfuse solide, legate soprattutto alla mancanza dei traffici di carbone. Positivo anche il dato relativo agli automezzi, in crescita di circa il 5%.
«Civitavecchia tiene, nonostante tutto quello che sta succedendo», è stata la sintesi del presidente, che ha comunque richiamato l’attenzione sulle incertezze dello scenario geopolitico internazionale e sulle conseguenze che i costi dei carburanti potranno avere sulla logistica e sui traffici marittimi.
Uno dei temi centrali dell’intervista ha riguardato il rapporto tra attività portuale e ricchezza prodotta sul territorio.
Latrofa ha ricordato i dati dell’ultimo studio disponibile, riferito al 2024, che attribuisce al sistema portuale laziale ricadute economiche complessive superiori a 1,5 miliardi di euro, circa 11.000 lavoratori coinvolti e un impatto sul prodotto interno lordo regionale superiore a 700 milioni di euro.
Numeri importanti, che secondo il presidente devono però tradursi in benefici sempre più tangibili per le città.

Un passaggio significativo ha riguardato anche Gaeta, dove la strategia di sviluppo delle crociere di lusso sta producendo risultati superiori alle previsioni: il traffico crocieristico registra infatti un incremento del 164%.
Un risultato che, secondo Latrofa, è stato favorito anche dal lavoro congiunto con il Comune e la Capitaneria di Porto per rendere gli approdi più agevoli e qualificati.
Tra i progetti più importanti per il futuro di Civitavecchia c’è il Laboratorio formativo dei porti di Roma e del Lazio, iniziativa destinata a mettere in relazione istituzioni, imprese, armatori, università, ITS e Marina Militare.
Il progetto punta a collegare concretamente la formazione professionale alle esigenze occupazionali della Blue Economy, creando nuove opportunità per i giovani del territorio.

Il presidente ha annunciato che l’evento fondativo, inizialmente previsto per il 20 novembre, dovrà essere riprogrammato a causa della coincidenza con lo sciopero generale e delle difficoltà nel coordinare nuovamente le agende delle personalità internazionali attese.
L’obiettivo, tuttavia, rimane quello di costruire un vero hub formativo, capace di mettere in rete le realtà già esistenti senza sostituirle o sovrapporsi alle loro attività.
Particolarmente significativa la dichiarazione con cui Latrofa ha indicato il risultato concreto attraverso il quale vorrebbe misurare il successo dell’iniziativa:
«Il risultato sarà raggiunto quando il primo contratto per un posto di lavoro di un ragazzo di Civitavecchia sarà firmato da un armatore».
Il cuore del progetto sarà all’interno del porto, ma sono già state individuate possibili collaborazioni con strutture e istituti scolastici cittadini, nell’ottica di un’iniziativa che, come ha sottolineato il presidente, «non è un progetto del porto o del presidente, ma un progetto della comunità di Civitavecchia».

Ampio spazio è stato dedicato alla transizione energetica, uno degli ambiti sui quali l’Autorità di Sistema Portuale sta investendo maggiormente.
Latrofa ha ricordato il recente completamento del progetto Greenports, con otto impianti fotovoltaici per una potenza complessiva superiore a 1.000 kW, sei dei quali a Civitavecchia e uno a Fiumicino, oltre agli altri impianti del sistema.
Un’infrastruttura già operativa, supportata da batterie di accumulo (BESS), che contribuisce ad alimentare gli edifici dell’Autorità e le sei vetture completamente elettriche utilizzate nei porti.

Ma la prospettiva va oltre il fotovoltaico. È già operativa anche l’Hydrogen Valley, che produce idrogeno verde attraverso energia fotovoltaica.
Attualmente l’idrogeno alimenta due navette che circolano all’interno del porto, ma il progetto è destinato a svilupparsi ulteriormente per rispondere alle esigenze energetiche delle attività portuali.
Sul fronte della logistica, Latrofa ha inoltre ricordato l’approvazione del regolamento per la manovra ferroviaria interna e il completamento delle infrastrutture dell’ultimo miglio, passaggi necessari per rendere effettivamente operativo il trasporto merci su ferro.
Tra gli obiettivi futuri c’è anche la realizzazione di una Comunità energetica rinnovabile portuale (CER), un progetto che potrebbe rappresentare una delle iniziative più innovative nel rapporto tra porto e città.
L’idea del presidente è quella di coinvolgere anche una parte della comunità cittadina, affinché l’energia prodotta dalle infrastrutture portuali possa generare benefici economici anche per alcuni residenti di Civitavecchia, contribuendo alla riduzione delle bollette elettriche.
«Mi piacerebbe pensare, insieme all’amministrazione comunale, di fare avere qualche effetto su dei cittadini di Civitavecchia producendo energie insieme al porto».

Una prospettiva che sintetizza bene la filosofia illustrata durante la trasmissione: trasformare il porto da realtà percepita come separata dalla città in una risorsa capace di produrre vantaggi condivisi.
Nella parte conclusiva dell’intervista, il confronto si è allargato all’intero network laziale.
Per Civitavecchia rimane centrale l’obiettivo dei quattro milioni di crocieristi, un traguardo che, secondo Latrofa, potrebbe essere raggiunto anche prima della scadenza inizialmente ipotizzata.
Parallelamente, si dovrà lavorare per migliorare il settore dei container, attraverso il confronto con il concessionario.
Per Fiumicino, il presidente ha evidenziato le grandi opportunità legate ai lavori in corso, che dovrebbero arrivare a conclusione nel 2027, con la realizzazione della nuova darsena peschereccia e la possibilità di sviluppare ulteriormente il progetto del porto commerciale.
Tra le prospettive c’è anche quella di una futura banchina in grado di ospitare navi da crociera, senza sottrarre traffici a Civitavecchia, ma secondo una logica di complementarietà e crescita dell’intero sistema.
Gaeta, invece, punta a consolidare il proprio ruolo nel segmento delle crociere di lusso, forte dei risultati già ottenuti.
L’intervista di PORTO-CITTÀ ha restituito l’immagine di un sistema portuale impegnato in una fase di trasformazione, nella quale infrastrutture, formazione, innovazione tecnologica e sostenibilità energetica dovranno procedere insieme.

Ma soprattutto ha riportato al centro una questione che riguarda direttamente i cittadini: quanto di tutto questo sviluppo riuscirà effettivamente a rimanere sul territorio?
È la domanda che ha accompagnato il confronto tra Corrado Orfini e Raffaele Latrofa e che continuerà a caratterizzare la rubrica di TalkCity Social TV.
Perché, come ha ribadito il presidente dell’Autorità Portuale, l’ambizione è fare del porto di Roma un riferimento nazionale nella transizione energetica e nell’innovazione portuale, trasformando anche una storia industriale complessa, come quella legata alla produzione energetica da carbone, in una nuova opportunità per il futuro.
Il porto deve essere una risorsa per la città. E la città deve poter partecipare concretamente ai benefici generati dal suo porto.
TalkCity.it Redazione
