Il cambio di gestione da Csp a Bis accende l’attenzione sul futuro del servizio e sull’occupazione. Nel mirino anche le responsabilità del Comune

Il cambio di gestione del trasporto pubblico a Civitavecchia apre una fase delicata, nella quale il futuro dei dipendenti e l’organizzazione del servizio diventano temi centrali.
Il passaggio da Csp a Bis, previsto nell’ambito dell’Unità di rete Tirreno 1, è stato oggetto di un confronto in Commissione Trasporti, durante il quale è emersa la necessità di fare chiarezza sulle conseguenze della transizione.
A richiamare l’attenzione sulla vicenda è Laura Corrotti, consigliera regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, che punta i riflettori sulle ricadute che il cambiamento potrebbe avere sul personale attualmente impiegato nel servizio.
La preoccupazione riguarda soprattutto il mantenimento delle condizioni lavorative e delle tutele già riconosciute ai dipendenti.
Un passaggio che, secondo Corrotti, non può essere affrontato concentrandosi esclusivamente sugli aspetti gestionali, ma deve tenere conto anche delle persone che garantiscono quotidianamente il funzionamento del trasporto pubblico cittadino.

Tra i soggetti chiamati a fornire risposte c’è anche l’amministrazione comunale. Il Comune di Civitavecchia, in qualità di socio unico di Csp, è chiamato a chiarire la propria posizione e a fare luce sulle responsabilità legate al cambio di gestione.
La partita, dunque, non si gioca soltanto sul futuro dell’affidamento del servizio a Bis, ma anche sulle garanzie che saranno assicurate ai lavoratori e sulla capacità di mantenere un trasporto pubblico efficiente per la città.
Una transizione che richiede risposte concrete, soprattutto per chi rischia di vivere in prima persona le conseguenze del nuovo assetto organizzativo.
TalkCity.it Redazione
