Un padre ambientalista tra sostenibilità, figli e famiglia: il monologo di Daniele Ronco al Teatro Vittoria il 10 e 11 ottobre

Sarà in scena in prima regionale il 10 e 11 ottobre al Teatro Vittoria di Roma LA PARABOLA DISCENDENTE DI UN PADRE AMBIENTALISTA, uno spettacolo di e con Daniele Ronco, regia di Luigi Orfeo, con la supervisione di Alessio Parenti. Una produzione MULINO AD ARTE.
Daniele Ronco voleva salvare il Pianeta. Poi sono arrivati tre figli.
E con loro pannolini biodegradabili, asili nel bosco, tofu, notti insonni, nonni, parenti, pranzi di famiglia e una quantità di domande a cui nessun manuale di sostenibilità sembra avere una risposta.
La parabola discendente di un padre ambientalista è un monologo ironico, tenero e profondamente umano sulla sostenibilità, la genitorialità e quella missione quasi impossibile che chiamiamo coerenza.
Daniele Ronco parte dalla propria esperienza di padre e ambientalista per raccontare cosa accade quando i grandi ideali entrano in casa e si siedono a tavola con tutta la famiglia.
Perché scegliere di vivere in modo più sostenibile può sembrare semplice, almeno sulla carta. Poi arrivano i figli, che crescono e fanno domande.

Arrivano i nonni, con abitudini e certezze costruite in un altro tempo. Arrivano i parenti, le feste, le tradizioni, il cibo, le scelte di ogni giorno. E quello che sembrava un percorso lineare diventa un’avventura fatta di confronti, piccoli compromessi, discussioni e inevitabili cortocircuiti.
È proprio dentro questi cortocircuiti che nasce il racconto: nel tentativo di tenere insieme ciò in cui crediamo e le persone che amiamo, le scelte che vorremmo fare e tutto quello che, semplicemente, accade.
Con l’ironia, la leggerezza e lo sguardo poetico che appartengono al teatro di Mulino ad Arte, La parabola discendente di un padre ambientalista attraversa le contraddizioni dell’eco-consapevolezza senza trasformarle in una lezione.
Al centro non c’è un modello da seguire, ma una famiglia: imperfetta, rumorosa, affettuosa, piena di convinzioni, cambi di rotta e tentativi.
Perché diventare genitori significa anche scoprire che i figli osservano, imparano, mettono in discussione. E qualche volta sono proprio loro a restituirci — con una precisione disarmante — le cose che abbiamo cercato di insegnare.
Tra autobiografia, comicità e poesia, Daniele Ronco racconta così il tentativo di crescere dei figli avendo cura del Pianeta, degli altri e di sé stessi. Senza nascondere le contraddizioni, ma facendone materia teatrale, occasione di incontro e soprattutto di sorriso.

Uno spettacolo che parla di ambiente senza fare prediche, di genitorialità senza ricette e di famiglia senza idealizzarla.
Per chi è genitore, per chi lo sarà, per chi non vuole diventarlo e per chiunque abbia provato almeno una volta a cambiare le proprie abitudini, scoprendo che tra le intenzioni e la quotidianità c’è un territorio imprevedibile, buffo e profondamente umano.
Perché forse la sostenibilità comincia proprio da qui: dal provare a cambiare le cose senza smettere di voler bene a chi la pensa diversamente. E, possibilmente, continuando a riderne insieme.
Federica Guidozzi
Riceviamo e pubblichiamo.
