Montalto di Castro. Dal Tar del Lazio: una sentenza che segna il futuro della transizione energetica

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Montalto di Castro. Dal Tar del Lazio: una sentenza che segna il futuro della transizione energetica

La recente sentenza del Tar del Lazio ha scatenato una riflessione profonda sulle politiche energetiche e sull’impatto dei progetti di impianti fotovoltaici sui territori

La decisione ha, infatti, rimesso in pista la costruzione di un impianto fotovoltaico in un’area già pesantemente segnato da precedenti interventi, ma ha tracciato anche un perimetro rigido per future autorizzazioni.

Un esito che, pur riconoscendo la necessità di spingere verso la transizione energetica, non si piega alla logica del “FER selvaggio” e sancisce la fine di un sistema di approvazioni facili, a volte generiche o addirittura approssimative.

Il paradosso evidenziato dalla sentenza è evidente. Da un lato, un impianto fotovoltaico in più è stato autorizzato, alimentando il dibattito sulla pressione crescente sui comuni, in particolare quelli già fortemente segnati dall’installazione di impianti.

Dall’altro, però, il Tar ha stabilito regole più stringenti per il futuro, facendo chiaro che non si può più procedere con “sì facili” né con la prassi di procedimenti silenti o senza una valutazione puntuale.

La responsabilità delle amministrazioni coinvolte è stata accentuata. Ogni progetto, da ora in avanti, dovrà essere motivatamente e trasparentemente valutato, non più sostenuto da atti generici o decisioni approssimative.

Una volta che il processo diventa più esplicito e rigoroso, la possibilità di sviluppare nuovi impianti sarà decisamente più complessa.

Anche se il risultato immediato sembra pesante per comuni come Montalto di Castro e Pescia Romana, da sempre al centro del dibattito sulla speculazione energetica, la sentenza va letta come un passo importante verso un nuovo modello di pianificazione territoriale e energetica.

Sebbene l’autorizzazione odierna possa sembrare una sconfitta per il territorio, la decisione chiude la porta ad approvazioni automatiche e a pratiche che, fino ad oggi, hanno permesso la realizzazione di impianti senza una visione organica o senza considerare l’effetto cumulativo sugli ecosistemi e sulle comunità locali.

Il Tar ha tracciato una linea, stabilendo che il futuro delle autorizzazioni fotovoltaiche dovrà essere pianificato e sostenibile, con regole precise e senza margini per la speculazione.

È un avvertimento chiaro per tutte le amministrazioni: se si vogliono imporre limiti agli impianti, questi devono essere fondati su basi solide, pianificati e non frutto di decisioni improvvisate.

La sentenza lascia ora la responsabilità nelle mani della politica e della pianificazione territoriale. Se prima, con una logica di approvazioni silenziose e pareri fotocopia, era facile per i progetti fotovoltaici proliferare senza freni, oggi la partita cambia.

Le amministrazioni locali e le istituzioni regionali devono essere pronte a fornire risposte concrete e pianificate, per evitare che il territorio venga ulteriormente sacrificato in nome di una transizione energetica che, pur necessaria, deve essere equilibrata e rispettosa dell’ambiente e delle comunità.

Non si tratta di fermare il fotovoltaico, ma di gestirlo con responsabilità. Il futuro, per Montalto di Castro, Pescia Romana e altre aree del Lazio, è ora più difficile, ma anche più chiaro.

Le decisioni politiche saranno determinanti per evitare che l’automatismo di “sì facili” riprenda piede.

E soprattutto, la trasparenza e la correttezza dovranno guidare ogni passo verso la realizzazione di impianti fotovoltaici, assicurando che le scelte siano sempre fatte nell’interesse delle comunità locali e non a discapito del loro benessere.

In questo senso, il fotovoltaico selvaggio è definitivamente fermo. Se la transizione energetica sarà realmente sostenibile, dipenderà dalla capacità di amministratori e politici di pianificare un futuro che rispetti le esigenze di sviluppo e quelle di tutela ambientale.

In definitiva, sebbene oggi l’impianto fotovoltaico sia stato autorizzato, la vera sfida inizia ora. La politica ha l’opportunità di agire concretamente per gestire un territorio che non può più essere sfruttato senza limiti.

Con la nuova sentenza del Tar, si entra in una fase nuova: più difficile, ma anche più responsabile. La strada per una transizione energetica giusta passa da scelte politiche lungimiranti e ben pianificate. Ora, non ci sono più alibi.

TalkCity.it Redazione

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