La presenza del sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, questa mattina sotto la sede dell’ASL RM4 non è passata inosservata. Anzi. Ha fatto rumore.
E più di qualcuno, dentro e fuori il Palazzo, si è chiesto se fosse davvero opportuno vedere il primo cittadino schierato, di fatto, su un fronte apertamente critico nei confronti della gestione sanitaria del territorio.
Piendibene ha partecipato alla manifestazione sindacale convocata da CGIL e UIL Funzione Pubblica, a sostegno della protesta contro l’interruzione del contratto di appalto con le cooperative Nuova Siar e Accapo,
una decisione che – secondo i sindacati – avrebbe ricadute pesanti in termini occupazionali e di carichi di lavoro, soprattutto per il personale infermieristico.
Le criticità denunciate non sono nuove: carenza cronica di personale nei presìdi ospedalieri di Civitavecchia e Bracciano, turni insostenibili, aumento del rischio clinico, difficoltà nel garantire i Livelli Essenziali di Assistenza.
Una situazione che affonda le radici nel passato e che, piaccia o no, è il frutto di anni di scelte sbagliate, tagli e riorganizzazioni spesso calate dall’alto.
Proprio per questo, però, la presenza del sindaco alla protesta solleva più di un interrogativo politico.
Ad occhi attenti, quella partecipazione è apparsa come un atto di contrapposizione politica verso la gestione dell’ASL (leggi Amministrazione Regionale…), in una fase in cui – tra mille difficoltà – si starebbero tentando soluzioni e percorsi di riequilibrio.
Un segnale che rischia di essere letto non come gesto di mediazione istituzionale, ma come una presa di posizione netta e potenzialmente divisiva.
Il punto non è negare i problemi della sanità locale, che sono sotto gli occhi di tutti, né sminuire il ruolo dei sindacati nella tutela dei lavoratori.
Il nodo è politico e istituzionale: può un sindaco, chiamato a rappresentare l’intera comunità, esporsi in piazza contro un’azienda sanitaria con cui il Comune deve necessariamente dialogare e collaborare?
Questo atteggiamento, inevitabilmente, rischia di aprire nuove spaccature nel già delicato equilibrio politico dell’amministrazione cittadina,
alimentando tensioni tra maggioranza e opposizione e complicando ulteriormente i rapporti con i vertici sanitari.
In un settore fragile come la sanità, dove servirebbero unità, chiarezza e capacità di interlocuzione, la piazza rischia di diventare un boomerang.
La domanda resta sul tavolo: quella di Piendibene è stata una scelta di vicinanza ai lavoratori o un segnale politico che guarda più allo scontro che alla soluzione?
La risposta, come spesso accade, potrebbe arrivare nelle prossime settimane, quando alle parole e alle manifestazioni dovranno seguire atti concreti.
E lì non basterà essere in piazza: servirà essere credibili nelle stanze dove si decide davvero.
C. O. TalkCity.it Civitavecchia