L’ Associazione CURAA (Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i loro Abitanti) comunica di aver già provveduto a protocollare 3 esposti alla Polizia Locale e al Dipartimento Ambiente soltanto negli ultimi due giorni, oltre che ai Carabinieri Forestali

Attraverso un decalogo pubblicato sulle pagine social dell’Ass.ne CURAA si invitano i cittadini a chiamare, tra le altre azioni, il numero 1515 per segnalare interventi invasivi e lesivi nei confronti degli alberi e dei loro abitanti che ora , dal 1 aprile, sono interventi che hanno rilevanza penale.
Continuano infatti a suscitare preoccupazione gli avvisi sul sito del Comune di Roma Dipartimento Ambiente che nonostante l’art.33 del Regolamento del Verde e del Paesaggio di Roma Capitale,
della legge 157 e della 544bis , dei Criteri Ambientali Minimi ( CAM) e delle direttive europee in materia di tutela ambientale , proseguono nell’annunciare ed eseguire interventi con le motoseghe sugli alberi.

Oggi ancora a Villa Ada Savoia nel boschetto già deforestato per fare spazio a un varco carrabile molto controverso.
“Per l’ennesimo scempio a Villa Ada Savoia abbiamo protocollato proprio stamane un esposto dettagliato con video e elenco delle specie protette censite dal WWF , ci chiediamo come mai la famosa associazione lasci a noi questo compito di tutela”.
Intanto resiste l’ultimo platano di Via Barletta, mentre i lavori nel cantiere Metro C proseguono a riprova che alberi storici e progresso potrebbero convivere con l’impegno di tutti.

D’altronde “Non possono farlo. È illegale” come si sente dire da una bambina in un video che ormai virale sui social (qui allegato) girato sul cantiere Metro C di Via Barletta che, grazie all’intervento dei Carabinieri Forestali,
è stato diffidato a procedere nelle operazioni sugli alberi. Operazioni che hanno eliminato già due filari di 24 platani secolari ridotti a monconi solo a Via Barletta.
“Ma sono centinaia, anche a Viale Mazzini, Via Bazzoni, Via Monte Santo, Castel Sant’Angelo, un paesaggio distrutto con innumerevoli alberi dove abbiamo documentato e geolocalizzato specie nidificanti e protette,
alberi che ora non ci sono più e che sono stati mutilati , abbiamo tutte le prove e ci riserviamo di utilizzarle nelle sedi opportune.
Se il prezzo di un presunto progresso deve essere un ECOCIDIO a spese della Costituzione, del Codice dei Beni Culturali, delle procedure amministrative corrette e del Codice Penale, noi di CURAA diciamo NO” ha dichiarato Jacopa Stinchelli.
Comunicato CURAA #Stopmotoseghe
Per informazioni soci.curaa@libero.it
