
Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale traccia la linea dei prossimi anni: più integrazione con la città, sviluppo del retroporto, transizione energetica, formazione per i giovani e stop alle pratiche ferme

Civitavecchia torna a guardare al porto come a una leva strategica per il futuro della città.
Nel suo lungo intervento in Consiglio comunale, durato circa un’ora, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa,
ha illustrato il lavoro svolto nei primi mesi del suo mandato e soprattutto la visione per i prossimi anni.
Latrofa ha rivendicato un metodo basato su trasparenza, concretezza e lavoro di squadra, spiegando di voler concentrare tutta l’azione dell’Autorità su ciò che è davvero di competenza dell’ente:
porto, infrastrutture, semplificazione burocratica, investimenti e rapporti con gli altri enti.
Nessuna fuga nei “massimi sistemi”, ma la volontà di portare a casa risultati concreti.

Uno dei passaggi centrali del suo intervento ha riguardato il rapporto tra porto e città, che secondo Latrofa deve cambiare profondamente.
Il presidente ha parlato della necessità di abbattere non solo le cancellate fisiche, ma anche quelle culturali che negli anni hanno separato lo scalo dal resto della comunità.
Da qui la scelta di puntare su una pianificazione condivisa con il Comune, a partire dal Documento di pianificazione strategica di sistema (DPSS), rimasto fermo per due anni e ora rimesso in moto con un cronoprogramma preciso.
Per Latrofa, il DPSS rappresenta un primo risultato importante, perché consente di definire una visione complessiva per i tre porti del sistema e di preparare il terreno ai futuri piani regolatori portuali,
con particolare attenzione alle aree retroportuali e alle zone di interazione tra porto e città.
L’obiettivo dichiarato è arrivare all’approvazione entro l’estate del 2026.

Ampio spazio anche ai numeri del porto di Civitavecchia, definito dal presidente “motore del sistema portuale laziale”.
Lo scalo ha movimentato oltre 8,1 milioni di tonnellate di merci, pari a quasi il 62% del totale regionale, con crescita nei container, nel traffico Ro-Ro, nell’agroalimentare e nell’automotive.
Proprio per sostenere quest’ultimo settore, Latrofa ha annunciato che l’Autorità sta valutando la realizzazione di parcheggi multipiano, anche con il coinvolgimento di capitali privati.
Ma il vero punto di forza resta il traffico passeggeri.
Civitavecchia si conferma ai vertici del Mediterraneo per il crocierismo e Latrofa ha sottolineato come questo primato debba finalmente tradursi in benefici più concreti per la città.
Da qui l’idea di lavorare su occupazione, servizi e qualità urbana, perché i numeri record delle crociere non possono restare un dato astratto.

Tra i progetti in corso, il presidente ha richiamato l’attenzione sull’allungamento dell’antemurale Colombo, sul nuovo collegamento interno che cambierà i flussi del traffico portuale e pedonale,
e soprattutto sull’apertura a sud con la realizzazione della nuova piazza sul mare.
Su quest’ultimo intervento, finito anche al centro del dibattito cittadino, Latrofa ha annunciato per il 7 maggio un momento pubblico di approfondimento per spiegare nel dettaglio il progetto e confrontarsi con la città.
Un altro asse strategico è quello della transizione energetica.
Il presidente ha confermato l’avanzamento del grande investimento sul cold ironing, oltre 80 milioni di euro per elettrificare le banchine e consentire alle navi di spegnere i motori durante la sosta.
Accanto a questo, ha rilanciato anche il progetto dell’idrogeno, con l’obiettivo di localizzare nel porto un punto di scambio e di arrivare a far circolare a Civitavecchia la prima locomotiva a idrogeno in un porto italiano.

Latrofa ha poi indicato come decisiva la sfida della Zona logistica semplificata (ZLS), che dovrà diventare uno strumento vero di attrazione di investimenti e nuovi insediamenti produttivi nel retroporto.
Anche qui il messaggio è chiaro: gli atti, da soli, non bastano. Servono azioni concrete, accordi di programma e una strategia condivisa con il Comune.
Molto significativo anche il passaggio dedicato ai giovani e al lavoro.
Il presidente ha lanciato l’idea di un hub formativo sui lavori del mare, per creare competenze locali e favorire l’ingresso dei ragazzi di Civitavecchia e del comprensorio nelle professioni legate al porto e al crocierismo.
Un modo per fare in modo che la grande industria del mare non resti solo davanti agli occhi della città, ma diventi opportunità vera di occupazione.

Infine, Latrofa ha insistito sul tema della macchina amministrativa, spiegando di voler rafforzare l’Autorità con una nuova macrostruttura, nuovi uffici dedicati all’informatizzazione, alla partecipazione ai bandi e all’innovazione.
Ha citato come esempio concreto il recente finanziamento da 2,7 milioni di euro ottenuto per la digitalizzazione e la rete 5G, risultato che ha portato Civitavecchia ai primi posti in Italia.
Il senso politico e amministrativo del suo intervento è tutto nella formula finale: costruire un vero “modello Civitavecchia”, integrato con la città, sostenibile, produttivo e capace di generare lavoro. Con una promessa precisa: passare dalle parole ai fatti.
TalkCity.it Civitavecchia





