Le dr.sse a Maastricht per ricevere il premio
Il progetto dell’ospedale Spaziani esplora i vasi cerebrali come biomarcatore per monitorare terapie anti-Alzheimer

Due giovani specialiste in neurologia dell’ospedale F. Spaziani di Frosinone, le dr.sse Maria Rosaria Bagnato e Martina Gaia Di Donna, hanno ricevuto un riconoscimento internazionale per il loro innovativo studio sulle malattie neurodegenerative.
Il progetto, promosso in collaborazione con i professori Diomedi, Martorana e Centonze e le dr.sse Motta e Bonomi dell’Università di Roma Tor Vergata, ha vinto il Young Stroke Physicians and Researchers Award nei Paesi Bassi, durante l’European Stroke Organization Conference 2026.
Lo studio, intitolato “Reattività vascolare come possibile monitoraggio della terapia monoclonale per l’Alzheimer”, analizza la relazione tra la salute dei vasi sanguigni cerebrali e l’evoluzione della malattia di Alzheimer.

L’obiettivo è individuare un biomarcatore affidabile per seguire l’efficacia delle terapie anti-amiloide e identificare precocemente i pazienti più a rischio di alterazioni cerebrali.
Attraverso esami non invasivi come il Doppler transcranico, le ricercatrici monitorano la capacità dei vasi cerebrali di regolare il flusso sanguigno, offrendo informazioni preziose sia sulla sicurezza sia sull’efficacia del trattamento.
Questa metodica potrebbe aprire nuove prospettive per la diagnosi precoce e per la personalizzazione delle terapie contro l’Alzheimer.

La direttrice sanitaria Maria Giovanna Colella ha sottolineato come il lavoro delle dr.sse Bagnato e Di Donna rappresenti “un esempio di dedizione, perseveranza e impegno al servizio della comunità, con risultati che portano prestigio non solo all’ospedale Spaziani ma all’intero sistema sanitario”.
Il progetto, ancora in fase iniziale, punta a estendere lo studio a un numero maggiore di pazienti, confermando il ruolo chiave della Stroke Unit di Frosinone nella ricerca clinica sulle malattie neurodegenerative.
Le giovani neurologhe auspicano che il riconoscimento possa essere di stimolo per altri medici under 35 a investire in collaborazione interdisciplinare e ricerca innovativa.
TalkCity.it Redazione







