Al convegno Port&Shipping Tech svoltosi a Napoli, il Vice Comandante Generale Ammiraglio Vincenzo Leone traccia la rotta: “Tra mare aperto e mare chiuso vince la governance integrata e il raccordo con i territori costieri”
Negli attuali e complessi scenari geopolitici , dalle tensioni nel Mar Nero e Mar Rosso fino alla gestione delle infrastrutture strategiche e dei cavi sottomarini — la geografia marittima è tornata ad essere la vera chiave di lettura della politica e dell’economia mondiale.

È in questo scenario che si è aperto a Napoli il convegno Port&Shipping Tech, dove il panel introduttivo dei saluti istituzionali, che ha dato il via ai lavori alla presenza del Ministro per le Politiche del Mare Nello Musumeci, ha fatto da cornice all’intervento dell’Ammiraglio Vincenzo Leone, Vice Comandante Generale della Guardia Costiera.
Nel suo discorso di apertura, l’Ammiraglio Leone ha superato la classica e storica contrapposizione tra mare liberum (mare aperto a tutti) e mare clausum (mare chiuso e controllato), introducendo un concetto chiave: il “Mare Governato”.
La libertà di navigazione, ha sottolineato l’Ammiraglio, non può rimanere un semplice principio teorico, ma deve trasformarsi in una condizione concreta garantita da regole condivise, cooperazione istituzionale e capacità di gestione strategica.

Il Mediterraneo sta vivendo un momento di profonda centralità politica e amministrativa.
L’Unione Europea ne ha riconosciuto il valore strategico attraverso il nuovo “Piano d’azione del Patto per il Mediterraneo”, facendone una priorità assoluta accanto a temi come la difesa e la semplificazione.
L’obiettivo è costruire una rete di partenariato con i Paesi della sponda Sud fondata su principi di co-progettazione e responsabilità condivisa.
Secondo la visione della Guardia Costiera, la partita decisiva per il futuro del mare si gioca sulla costa, il punto esatto in cui le rotte marittime incontrano le infrastrutture terrestri e dove la tutela ambientale deve integrarsi con settori come turismo, pesca, energia e portualità.
In questo snodo strategico, un ruolo fondamentale è affidato alle Regioni costiere, chiamate a fare da ponte “verticale e orizzontale” tra le direttive dell’Unione Europea, le politiche dello Stato centrale e le esigenze concrete delle comunità locali.”
I. P. – TalkCity.it Redazione
