
Trasparenza garantita dal Comune, ma i comitati rilanciano accuse: scontro che rischia di confondere i cittadini (…chi vuole questo?)

Cercare il “pelo nell’uovo” o sollevare un caso reale? È questo il punto dello scontro che si sta consumando tra l’Amministrazione comunale e il Comitato Tavoli del Porto, affiancato dal Collettivo no Porto.
Da una parte, il Comune rivendica di aver risposto – nero su bianco – alla richiesta di accesso agli atti entro i tempi e con le modalità previste dalla legge.
Una posizione chiara, che richiama al rispetto delle procedure e sottolinea come non ci siano state omissioni né mancanze sul fronte della trasparenza amministrativa.
Dall’altra, però, i comitati continuano a spingere sul tasto della presunta opacità, arrivando a organizzare iniziative pubbliche e rilanciare accuse a mezzo stampa.

Il risultato? Un corto circuito comunicativo che rischia di trasformarsi nell’ennesimo scontro sterile.
Perché se gli atti sono stati effettivamente forniti – come sostiene l’Amministrazione – allora la protesta appare più come una forzatura politica o mediatica che come una reale battaglia di trasparenza.
Una sorta di caccia al dettaglio, al cavillo, appunto al “pelo nell’uovo”, che finisce per alimentare tensioni senza chiarire davvero i fatti.
Il Comune, nel suo comunicato, è netto: ogni richiesta formalmente presentata ha ricevuto risposta, e le accuse diffuse rischiano solo di generare confusione e allarme ingiustificato tra i cittadini.

E qui si apre il vero nodo politico. Perché il diritto alla critica e alla mobilitazione è sacrosanto, ma quando si scontra con atti amministrativi documentati, il rischio è quello di perdere credibilità.
Nel mezzo, come sempre, restano i cittadini. Spettatori di un braccio di ferro che, più che fare chiarezza sul futuro del porto, sembra giocarsi tutto sul terreno della comunicazione e delle posizioni di principio.
E allora la domanda resta: siamo di fronte a un problema reale o all’ennesimo caso costruito sul nulla?
A Fiumicino, intanto, il dibattito continua. Ma la sensazione è che, più che cercare soluzioni, qualcuno stia ancora cercando… il pelo nell’uovo.
Corrado Orfini. TalkCity.it Fiumicino





