Durante una lunga intervista a TalkCity WebRadio, Massimiliano Catini, consigliere comunale di Fiumicino e delegato alla gestione del demanio marittimo, ha affrontato in modo approfondito alcune delle questioni più delicate per il litorale:
l’erosione della costa, la tutela delle spiagge e il complesso tema delle concessioni balneari alla luce della normativa europea.
Catini ha aperto il suo intervento esprimendo solidarietà alle regioni duramente colpite dalle mareggiate, come Sicilia e Sardegna, ricordando come l’erosione costiera sia un problema sempre più grave, legato sia a fattori naturali – come l’innalzamento del livello del mare e l’aumento delle temperature –
sia alle attività umane, tra cui la cementificazione delle sponde dei fiumi e il dragaggio della sabbia, che hanno alterato l’equilibrio naturale di apporto dei sedimenti al mare.
Per quanto riguarda Fiumicino, il consigliere ha evidenziato risultati incoraggianti.
In particolare, l’opera di difesa costiera realizzata a Fregene Sud, la cosiddetta “soffolta”, ha prodotto effetti superiori alle aspettative, consentendo il recupero naturale di circa 30–40 metri di spiaggia in un’area che in passato era fortemente compromessa.
Un intervento innovativo che, pur non risolvendo definitivamente il problema, dimostra come una corretta progettazione possa mitigare gli effetti dell’erosione. Restano però tratti critici, come Focene, per i quali sono previsti interventi con il supporto della Regione Lazio.
Catini ha ricordato come Fiumicino, con i suoi circa 24 chilometri di costa, rappresenti oggi uno degli ultimi litorali del Lazio ancora caratterizzati da ampie spiagge naturali, a differenza di altre località vicine come Ostia, Torvaianica o Santa Marinella, dove l’erosione ha drasticamente ridotto gli arenili.
Ampia parte dell’intervista è stata dedicata al futuro delle concessioni demaniali e alla direttiva europea Bolkestein.
Catini ha sostenuto la battaglia del ministro Matteo Salvini per rivedere il Codice della Navigazione e introdurre forme di indennizzo per i concessionari che rischiano di perdere la propria attività.
Tuttavia, ha sottolineato come la materia sia estremamente complessa e presenti forti squilibri, soprattutto per chi gestisce strutture di “facile rimozione”, che rischiano di restare senza tutele.
Secondo Catini, il nodo centrale è politico e culturale prima ancora che tecnico: il demanio marittimo è un bene dello Stato, e quindi dei cittadini italiani, e non dovrebbe essere assimilato a un semplice servizio da mettere a gara.
Il rischio, ha spiegato, è che l’applicazione rigida della direttiva europea apra scenari pericolosi, estendendo il principio delle gare a tutto il patrimonio pubblico, con conseguenze pesanti per l’economia locale e per migliaia di famiglie che vivono di turismo balneare.
Nel corso della trasmissione si è parlato anche del progetto del porto e dei dragaggi previsti.
Dal punto di vista tecnico, Catini ha spiegato che la sabbia dragata potrebbe, se compatibile, essere riutilizzata per il ripascimento delle spiagge soggette a erosione, trasformando così un intervento infrastrutturale in una risorsa per il territorio.
In chiusura, Catini ha ribadito la necessità di una riforma organica e chiara del demanio marittimo, capace di coniugare legalità, tutela dell’ambiente, certezze per gli investimenti e salvaguardia delle attività storiche.
Un confronto schietto e approfondito che ha offerto agli ascoltatori un quadro realistico delle sfide che attendono Fiumicino e l’intero litorale laziale.
TalkCity.it Redazione