Allumiere sospesa: il sindaco dimissionario, i numeri che tornano e il rischio commissariamento

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Allumiere sospesa: il sindaco dimissionario, i numeri che tornano e il rischio commissariamento

Luigi Landi avrebbe i numeri per proseguire il suo mandato; a questo punto la sua decisione passa per altre vie

Allumiere vive giorni di politica sospesa, inchiodata a un paradosso che rischia di trasformarsi in un boomerang istituzionale.

Luigi Landi è sindaco dimissionario, ma il quadro in Consiglio comunale – dopo l’uscita di scena della vicesindaca Stampella e l’ingresso di Alessia Brancaleoni – potrebbe ricompattare i numeri e consentire il proseguimento naturale del mandato.

Eppure, la decisione finale non arriva. Il tempo passa. E con esso cresce l’ombra del commissariamento.

Una situazione che, in città, viene letta con crescente irritazione.

Perché Allumiere non è senza guida per mancanza di maggioranza: potrebbe esserci una via d’uscita politica, praticabile e immediata. Ma resta bloccata da un’indecisione che sa di attendismo, se non di calcolo.

Nel frattempo, il Comune scivola verso una gestione commissariale che molti considerano la peggiore delle soluzioni: fredda, burocratica, priva di visione e incapace di intercettare le esigenze di una comunità che chiede risposte concrete.

In collina si teme un congelamento dei dossier, dei cantieri, delle scelte strategiche. Un prezzo alto, soprattutto se evitabile.

E allora la domanda rimbalza nei bar, nelle piazze, nei corridoi: perché non sciogliere gli indugi? Perché non scegliere – finalmente – Allumiere?

Secondo molti osservatori, la risposta starebbe altrove. Nelle sirene del mare, nella tentazione di una candidatura alle prossime amministrative della vicina Santa Marinella.

Una prospettiva che affascina, certo. Ma che, se vera, pone un problema politico serio: tenere una comunità in sospeso mentre si valuta un altro approdo.

Il punto è proprio questo: l’indecisione costa. Costa credibilità. Costa tempo. Costa futuro.

E ad Allumiere cresce la delusione di chi vede un sindaco che avrebbe oggi i numeri per continuare, ma che non decide se restare o partire. Tra la collina e il mare, a pagare è la collina.

E le domande se le fanno in molti anche sul territorio; come prenderebbe l’elettorato santamarinellese una candidatura di chi sembrerebbe tradire un’altra comunità? E chi sono i politici locali che avallerebbero una simile sventurata decisione?

In molti, in paese, sperano ancora in un ripensamento. In una scelta di responsabilità che metta fine all’ambiguità e restituisca stabilità amministrativa.

Perché una cosa è certa: un commissario non è una soluzione politica, è solo la certificazione di un’occasione persa, di un fallimento amministrativo e politico. E Allumiere, oggi, non può permetterselo.

Corrado Orfini

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