Mannucchi: «Servono sbocchi certi per i materiali, tempi definiti per le autorizzazioni e investimenti negli impianti»

L’emergenza legata alla gestione della plastica riciclata non riguarda soltanto il Lazio, ma sta interessando l’intera filiera nazionale del riciclo.
A lanciare l’allarme è Unindustria, che segnala il rischio di saturazione degli impianti e le possibili conseguenze anche sul servizio di raccolta dei rifiuti urbani.
«L’emergenza plastica nella nostra Regione minaccia di paralizzare l’intera filiera del riciclo e il servizio di raccolta dei rifiuti urbani», dichiara Gianni Mannucchi, presidente della Sezione Servizi Ambientali di Unindustria.
Il problema, spiega, nasce principalmente dalla difficoltà di trovare sbocchi per il materiale riciclato, in un mercato condizionato dalla concorrenza delle materie prime vergini a basso costo provenienti dall’estero.

La conseguenza è una progressiva riduzione delle capacità di stoccaggio degli impianti. Una situazione che, se dovesse protrarsi, potrebbe generare un effetto a cascata: dagli impianti di selezione fino alla raccolta dei rifiuti urbani.
Secondo Unindustria, nel Lazio la situazione della plastica si inserisce in un quadro già caratterizzato da criticità relative anche ad altri flussi della raccolta differenziata, per i quali non sarebbero ancora disponibili sufficienti soluzioni impiantistiche.
«Ne conseguono accumuli, rallentamenti e maggiori costi per il ricorso a destinazioni fuori regione», sottolinea Mannucchi, evidenziando anche l’impatto ambientale aggiuntivo determinato dal trasporto dei materiali verso impianti collocati lontano dal territorio regionale.
Per l’associazione degli industriali, quindi, il tema non può essere affrontato considerando separatamente i diversi sistemi di trattamento.
Il riciclo deve rimanere una priorità quando è tecnicamente ed economicamente sostenibile, ma è necessario garantire una destinazione anche alle frazioni che non possono essere recuperate come materia.

In questo quadro Unindustria richiama anche la possibilità di utilizzare, per alcune frazioni non recuperabili, il combustibile solido secondario (CSS) in impianti tecnologicamente adeguati.
«Non si tratta di contrapporre tecnologie – afferma Mannucchi – ma di costruire un sistema integrato capace di gestire tutti i flussi».
L’obiettivo indicato è quello di evitare che la saturazione degli impianti di selezione finisca per compromettere l’intero sistema, assicurando al tempo stesso il rispetto della gerarchia europea nella gestione dei rifiuti e della tutela ambientale.
Unindustria sottolinea inoltre il ruolo degli impianti privati già presenti nel Lazio, che continuano a garantire capacità operativa e competenze.
Secondo l’associazione, però, servono destinazioni certe per i materiali, una valutazione precisa dei fabbisogni, tempi definiti per le autorizzazioni e investimenti negli impianti mancanti.

La richiesta è quindi quella di valorizzare le strutture esistenti e, contemporaneamente, completare la dotazione impiantistica necessaria, attraverso una collaborazione più stretta tra istituzioni, enti locali, imprese e operatori del settore.
La questione, sottolinea Unindustria, viene affrontata anche dal sistema Confindustria a livello nazionale.
Tra le ipotesi indicate figurano soluzioni temporanee per ridurre la pressione sugli stoccaggi, misure fiscali e incentivi per favorire l’utilizzo della plastica riciclata, oltre a verifiche sul suo effettivo impiego nei prodotti e controlli sulle importazioni.
L’obiettivo è intervenire contemporaneamente sull’emergenza immediata e sulle condizioni strutturali del mercato, così da restituire stabilità alla filiera del riciclo.
«La raccolta differenziata è un impegno che da decenni chiediamo a cittadini e aziende. Abbiamo la responsabilità di garantire che quello sforzo trovi un sistema efficiente e completo», conclude Mannucchi, avvertendo che una crisi estesa a più flussi potrebbe tradursi in nuove difficoltà e interruzioni del servizio.
TalkCity.it Redazione

