Sequestrati 50 chili di hashish a Bracciano: smantellata una rete di spaccio tra Roma e il Centro Italia, otto giovani in carcere

È partito proprio da un’operazione condotta a Bracciano il filo che ha consentito agli investigatori della Polizia di Stato di smantellare un’imponente organizzazione criminale attiva nel traffico di stupefacenti tra la Capitale e il Centro Italia.
L’innesco delle indagini risale al 2022, quando la squadra di polizia giudiziaria del distretto di Primavalle ha intercettato nel territorio braccianese un ingente carico di 50 chilogrammi di hashish, stoccato in zona e pronto per essere spedito verso l’Abruzzo.
Il sequestro di quella partita di droga ha aperto una crepa decisiva nella rete del gruppo, consentendo alla Direzione Distrettuale Antimafia di ricostruire l’intera architettura dell’associazione.
Il carico scoperto a Bracciano non era un episodio isolato, ma lo specchio della strategia logistica della banda: privilegiare i centri della provincia e i piccoli comuni per lo stoccaggio e i passaggi di consegne, ritenendoli snodi più sicuri e meno esposti ai controlli rispetto alla Capitale.
Le spedizioni partivano poi verso le piazze di spaccio della Toscana, delle Marche e dell’Abruzzo, oltre a servire specifici quartieri romani come il Quarticciolo, Torresina e il Trullo.
L’indagine ha svelato un’organizzazione composta interamente da ragazzi tra i 18 e i 30 anni, in grado di movimentare in soli sei mesi oltre quattro quintali di hashish e quasi un chilo di cocaina, per un valore commerciale superiore ai 350mila euro.

A capo del gruppo figuravano tre giovanissimi — tra cui il principale referente, nato nel 2003 — che dirigevano altri otto sodali preposti alla gestione dei depositi romani dietro una retribuzione mensile di circa 8.000 euro.
Alla base della piramide operavano i corrieri, pagati tra i 500 e gli 800 euro a viaggio a seconda della distanza da coprire.
Per garantire le spedizioni dai punti di stoccaggio periferici, la banda si avvaleva di utilitarie modificate da un meccanico di Frosinone con doppi fondi segreti ad attivazione meccanica, capaci di nascondere fino a 10 chili di droga e i contanti incassati.
I viaggi venivano svolti preferibilmente di giorno ed erano scortati da un’auto “pulita” con funzione di vedetta ed esca. Le comunicazioni interne avvenivano su app di messaggistica criptata come Wickr, mentre sui social le trattative con i clienti venivano condotte sotto l’account anonimo “only quality”.
L’articolato quadro indiziario raccolto a carico di 22 indagati si è concluso con l’ordinanza del GIP che ha disposto la custodia cautelare per otto giovani e il sequestro di circa 187mila euro in contanti, ponendo fine all’attività della holding dello spaccio partita proprio dalle sponde del Lago di Bracciano.
Enrico Negretti. TalkCity.it Redazione
