«Raccontare Tortora, come chiunque, testimonia due cose: un dato oggettivo e un soggetto (chi lo scrive, la sua interpretazione e la sua lettura). E sono certo che la lettura che Vittorio dà di questa storia è quella che più ne rispetta le verità e restituisce i connotati a Enzo Tortora.» Marco Pannella
«È tra le migliori biografie che abbia mai letto in assoluto. Qualcosa che forse dovrebbero leggere e rileggere colleghi, avvocati, magistrati, cittadini e scolari che credono di sapere e invece non sanno, credono di ricordare e invece non ricordano, credono che ogni tanto succeda qualcosa, nel mondo della malagiustizia italiana, e invece è già successo tutto: ma di più.» Filippo Facci.
In occasione dell’uscita della serie tv Portobello di Marco Bellocchio e del referendum, Piemme pubblica una nuova edizione aggiornata di un libro fondamentale per conoscere la vita e soprattutto le vicende giudiziarie di Enzo Tortora, penna caustica e corrosiva, uomo di spettacolo a tutto tondo, autore radiofonico e teatrale, padre della tv moderna.
Una carriera esplosiva, costellata di successi. Una fama di innovatore geniale, conquistata a colpi di creatività e talento. Poi nel 1983 la caduta, quando viene accusato di associazione per delinquere di stampo camorristico e spaccio di droga. È l’inizio della sua seconda vita. Si ritrova, innocente, in carcere.
Potrebbe essere l’inizio della fine e invece decide di reagire, conducendo insieme al Partito Radicale una grande battaglia politica che lo porterà al Parlamento europeo e a promuovere il referendum sulla responsabilità civile dei magistrati.
Arriverà l’assoluzione, con formula piena. E il “caso Tortora” diventerà il simbolo della malagiustizia. Come ammette Davide Giacalone nella prefazione,
«Con queste pagine Vittorio Pezzuto ci rimette davanti agli occhi non soltanto Enzo Tortora, ma noi stessi e quel che di marcio c’è nella furbesca ipocrisia della celebrazione senza redenzione.
Se leggerle vi produrrà del dolore è segno che siete sulla via della guarigione».
VITTORIO PEZZUTO nato a Genova nel 1966, è giornalista professionista. Fra i fondatori del
quotidiano La Ragione, ha collaborato con Radio Radicale e scritto per Il Foglio, Il Riformista, Vanity
Fair e Smoking.
Iscritto al Partito Radicale dal 1983, è stato segretario nazionale della Lista Pannella
e ha ricoperto incarichi istituzionali. Nel 2017 ha pubblicato Marta Russo. Di sicuro c’è solo che è
morta (Amazon).
Silvia Peterlini
Riceviamo e pubblichiamo.