Civitavecchia tra centrali, porticciolo e declino economico: serve un cambio radicale

Il costituendo porticciolo turistico alla marina, un’altra servitù dopo quella ben più grossa che affianca la statale Aurelia, la torre Petrolifera che dicevano “temporanea ” invece continua ad essere in bella mostra, come i depositi costieri, il campo chimico, una centrale elettrica a gas,
quella di Torre Valdaliga sud, che non ha mai smesso di produrre energia da oltre 50 anni, della quale nessuno parla e molto presto la riattivazione di quella a carbone di Torre Nord.
Una volta in città si discuteva se la scelta meno peggio fosse a gas o a carbone, ora anche questo è superato, le avremo entrambe.

Insomma di cose negative ne abbiamo molte, ma non ci sembra di constatare, come avviene in altre città, che le servitù portatori di inquinamento e malessere anche fisico ai cittadini producano un benessere occupazionale e finanziario.
Anzi il NS reddito pro capite.di circa.e.14.400 anno non ci annovera tra le località migliori nel Lazio, tutt’altro, considerato che vede un paese come Grottaferrata avere un reddito pro capite di oltre e.30.000 anno.
E’ palese che nella nostra città le cose non vanno, le scelte sono sbagliate ora ,come lo sono state prima.

Civitavecchia c’è, no non c’è, è stata venduta, anzi svenduta.
Non c’è da stare allegri ,perdiamo attività commerciali, posti di lavoro, strutture sportive e perfino residenti.
In cambio sentiamo tanti proclami, “salvatori della patria”, fenomeni di “fuffa” mentre il popolo viene ritenuto sovrano quando si vota e prima di essere eletti,ma non viene più tenuto in nessuna considerazione dopo, ove si preferisce assecondare amici di convenienza e ruffiani, purché ti dicano bello e bravo.

E’ impossibile continuare su questa strada, è indispensabile un cambio radicale che riporti serenità e ragionevolezza in ogni fase della vita della città, argomentazioni valide e mettere fine alle tante conflittualità che potrebbero travolgere senso civico e bene Comune.
Comunicato stampa Civitavecchia c’è
Riceviamo e pubblichiamo.
