La memoria di Federica Mangiapelo, vittima di femminicidio, ferita da un atto di inciviltà. Il Comune promette il ripristino.
La panchina rossa dedicata a Federica Mangiapelo è stata vandalizzata. Il gesto, compiuto contro un simbolo di memoria e rispetto, ha suscitato forte reazione istituzionale e civile. Lo ha dichiarato con fermezza il sindaco di Anguillara Sabazia, Angelo Pizzigallo, condannando l’atto come
«vile e privo di sensibilità».
Il riferimento è alla panchina inaugurata per ricordare Federica, giovane vittima di femminicidio uccisa a 16 anni nel 2012 sulle rive del Lago di Bracciano.

La panchina rappresenta non solo un arredo urbano, ma un luogo di silenzio, riflessione e impegno contro la violenza di genere. Secondo il sindaco, vandalizzarla significa ferire la memoria di una ragazza e il dolore di una comunità intera.
La vicenda di Federica è nota da anni a tutta la comunità di Anguillara Sabazia. La sedicenne fu trovata senza vita la mattina dell’1 novembre 2012 sulle rive del lago, dopo la notte di Halloween. In seguito alle indagini e al processo, il fidanzato è stato condannato per omicidio volontario aggravato.

Nel suo comunicato, il sindaco ha assicurato che la panchina sarà ripristinata immediatamente e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione a custodire e valorizzare la memoria di Federica. Ha anche sottolineato l’importanza di continuare a parlare, educare e mantenere viva l’attenzione contro ogni forma di violenza, perché
«la memoria è un dovere e il rispetto è responsabilità di tutti».
Questo atto di vandalismo riapre una ferita per la comunità: non è la prima volta che gli spazi legati alla memoria di Federica diventano oggetto di degrado o polemica pubblica. In passato, infatti, anche il giardino intitolato a lei aveva suscitato critiche per lo stato di manutenzione, sollevate dai familiari e da residenti.

Un dettaglio non può passare inosservato: l’atto vandalico è avvenuto proprio mentre si avvicina la fine della pena detentiva per Marco Di Muro, ex fidanzato di Federica e condannato in via definitiva per l’omicidio della ragazza.
L’uomo, in base alla condanna definitiva a 14 anni, potrebbe lasciare il carcere nel corso del 2026. Nessun elemento ufficiale collega i due eventi, ma la coincidenza temporale non può che riaccendere il dolore e le domande di una comunità che chiede rispetto, memoria e giustizia.
La mobilitazione civica rimane forte. Anguillara Sabazia si prepara ora a un atto concreto di ripristino, ma anche a un nuovo momento di riflessione pubblica sul valore della memoria collettiva e della lotta alla violenza sulle donne.

Il vandalismo contro la panchina di Federica Mangiapelo arriva in un anno segnato da numeri ancora drammatici.
Nel 2025, secondo l’Osservatorio nazionale di Non una di meno, in Italia sono stati registrati 84 femminicidi: in media, una donna uccisa ogni quattro giorni. A questi si aggiungono altri casi legati alla violenza di genere, suicidi indotti e situazioni ancora in fase di accertamento.
Non si tratta solo di numeri, ma di storie spezzate, famiglie devastate, comunità ferite. Ricordare Federica significa riconoscere il peso di ogni singola perdita, trasformando la memoria in impegno concreto. Ogni gesto di rispetto conta. Ogni segno di inciviltà ci riguarda.

Dino Tropea TalkCity.it Anguillara Sabazia