Dopo oltre vent’anni prende forma il collegamento tra i due Comuni collinari. La maggioranza rivendica il risultato e critica la minoranza. L’ex sindaco Antonio Pasquini: «Vogliamo sapere quali tratti saranno realizzati e perché non vengono forniti gli atti richiesti».
Dopo oltre vent’anni di attesa, prendono finalmente il via i lavori per la realizzazione della pista ciclopedonale che collegherà Allumiere e Tolfa, un’infrastruttura importante per la sicurezza dei pedoni, la mobilità sostenibile e la valorizzazione turistica del territorio.
In un comunicato stampa, l’amministrazione comunale di Allumiere, guidata dal sindaco Luigi Landi, ricorda che il progetto risale al 2002, ma che la svolta è arrivata nel biennio 2020-2021, quando le due amministrazioni presentarono una proposta congiunta alla Regione Lazio, ottenendo il finanziamento necessario.

La maggioranza sottolinea il lavoro del Comune di Tolfa, ente capofila, della sindaca Stefania Bentivoglio e dell’assessore Mauro Folli, oltre al sostegno della consigliera regionale Marietta Tidei. Presente all’avvio anche il deputato Alessandro Battilocchio, impegnato a sostenere il futuro completamento dell’opera.
Non manca però una polemica politica. L’amministrazione Landi accusa i consiglieri di opposizione di Insieme per Allumiere di aver preferito «la strada della speculazione politica e della divisione», anziché riconoscere il risultato raggiunto.
Nel comunicato viene anche richiamata polemicamente la gestione della vicenda dell’isola ecologica da parte delle precedenti amministrazioni.
Non si è fatta attendere la risposta dell’ex sindaco Antonio Pasquini, che insieme a Sante Superchi, per il gruppo Insieme per Allumiere, respinge le accuse della maggioranza.

«Non abbiamo mai messo in discussione l’importanza dell’opera né il ruolo del Comune di Tolfa come capofila», precisano i due esponenti dell’opposizione, ricordando di aver riconosciuto anche il contributo della consigliera regionale Marietta Tidei.
La questione, secondo Pasquini, riguarda soprattutto la trasparenza amministrativa. «Il 27 settembre 2024 abbiamo richiesto formalmente, insieme ai consiglieri del Gruppo PD, tutta la documentazione relativa al progetto e alla procedura. A tutt’oggi, nonostante i solleciti, non abbiamo ricevuto né gli atti richiesti né una risposta».
L’opposizione chiede quindi di conoscere quali tratti della pista saranno effettivamente realizzati e se verranno mantenute le opere accessorie previste nel progetto originario, compresi i sottoservizi.

«Se le risorse non consentono di completare l’intero percorso, occorre dare priorità ai tratti più pericolosi per i pedoni. La sicurezza deve venire prima di ogni altra considerazione», sottolineano Pasquini e Superchi, auspicando che sia stata predisposta una progettazione complessiva per consentire il successivo completamento dell’infrastruttura.
La replica si conclude con un invito al confronto e alla collaborazione: «La trasparenza non è una concessione. Il confronto non è una colpa. Un’opera pubblica appartiene ai cittadini, non a chi amministra pro tempore».
Un’opera attesa da oltre vent’anni diventa così anche terreno di scontro politico.
Ma al di là delle polemiche, la vera sfida sarà garantire che il collegamento tra Allumiere e Tolfa venga realizzato nella sua interezza, mettendo al primo posto la sicurezza dei cittadini.
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