Le dimissioni di Giovanni Sgamma dai Lavori pubblici diventano il nuovo terreno di scontro tra maggioranza e opposizioni. PD, Insieme per Allumiere e Italia Viva attaccano il sindaco: contestati il venir meno della squadra eletta nel 2022, la gestione dei rifiuti e le ricadute sui lavoratori. Al centro della partita anche il ruolo di Alessio Sgriscia.
La crisi politica ad Allumiere si fa sempre più evidente e le dimissioni di Giovanni Sgamma dall’incarico di consigliere delegato ai Lavori pubblici aggiungono un nuovo capitolo alle difficoltà della maggioranza guidata dal sindaco Luigi Landi.
Una decisione che lo stesso Sgamma ha ricondotto a motivazioni esclusivamente lavorative, escludendo contrasti con il primo cittadino, ma che ha immediatamente provocato una dura reazione delle forze di opposizione.
La questione, infatti, va ben oltre il singolo incarico e riporta al centro del dibattito la tenuta politica del progetto amministrativo presentato agli elettori nel 2022.

A intervenire sono stati, con due distinti comunicati, gli esponenti del Partito Democratico e di Insieme per Allumiere, da una parte, e Manolo Peris di Italia Viva dall’altra.
Nel primo documento, Enrico Fracassa e Nicol Frezza per il PD, insieme ad Antonio Pasquini e Sante Superchi per Insieme per Allumiere, parlano apertamente di un’amministrazione che avrebbe perso progressivamente la propria squadra originaria.
Nel ricostruire le uscite e i contrasti che hanno caratterizzato il mandato, citano le vicende di Sgriscia, Stampella, Ceccarelli, Galimberti e, da ultimo, Sgamma.

Secondo i firmatari, cinque consiglieri su otto avrebbero ormai preso le distanze dall’operato del sindaco.
Un quadro che, a loro giudizio, certifica il fallimento di un metodo amministrativo troppo accentrato e poco incline alla condivisione.
Nel mirino anche le scelte programmatiche della maggioranza, accusata di privilegiare feste ed eventi a discapito di una visione concreta per il futuro del paese.
Ancora più duro l’intervento di Manolo Peris, esponente locale di Italia Viva, che definisce il Comune «ufficialmente bloccato» e sposta l’attenzione dalle dinamiche politiche alle conseguenze che, secondo la sua ricostruzione, starebbero ricadendo sui cittadini e sui lavoratori.

Peris contesta in particolare la gestione del nuovo appalto dei rifiuti, denunciando una revisione dei parametri contrattuali che avrebbe penalizzato alcuni operai a vantaggio di altri.
Ma soprattutto solleva la questione del licenziamento di quattro ragazzi fragili che, attraverso un impegno lavorativo di circa 25 ore settimanali complessive, trovavano un’importante occasione di inclusione e partecipazione alla vita della comunità.
Un passaggio particolarmente delicato, sul quale Italia Viva chiama direttamente in causa la responsabilità politica dell’amministrazione Landi.
Nel comunicato di Peris trova spazio anche la posizione di Alessio Sgriscia, considerato uno degli elementi determinanti per la sopravvivenza dell’attuale maggioranza.

Secondo l’esponente di Italia Viva, Sgriscia, pur dichiarandosi all’opposizione e rivendicando la propria appartenenza al centrodestra, continuerebbe nei fatti a garantire la tenuta del sindaco, non avendo aderito alla proposta delle minoranze di sottoscrivere le dimissioni davanti a un notaio per arrivare allo scioglimento del Consiglio comunale.
È proprio questo uno dei nodi politici più evidenti della situazione di Allumiere: una maggioranza che appare profondamente ridimensionata rispetto a quella uscita dalle urne,
un’opposizione che chiede di interrompere l’esperienza amministrativa e una tenuta istituzionale che continua a dipendere dagli equilibri e dalle scelte dei singoli consiglieri.
Le richieste delle opposizioni sono ormai esplicite: per PD, Insieme per Allumiere e Italia Viva, il sindaco Landi dovrebbe prendere atto della crisi e restituire la parola agli elettori.
Resta da capire quale sarà la risposta del primo cittadino e, soprattutto, se gli attuali equilibri consiliari consentiranno alla maggioranza di proseguire il mandato.
Per Allumiere, intanto, la discussione non riguarda più soltanto chi sostiene o meno il sindaco, ma anche la capacità dell’amministrazione di garantire continuità, servizi efficienti e risposte concrete alla comunità.
TalkCity.it Allumiere
