Quarta pista e gestione infrastrutturale: su TalkCity WebRadio Andrea Guizzi spiega la posizione del Comitato Fuori Pista. Un intervento apparso troppo tecnico e distante dalle domande concrete dei cittadini
Nel corso della diretta su TalkCity WebRadio, ospite l’ingegnere Andrea Guizzi del Comitato Fuori Pista, si è affrontato il tema delle infrastrutture con un approccio fortemente tecnico, condizionato da una presa di posizione che non lascia spazio ad interpretazioni.
L’impressione che ho avuto, dando ampio spazio alla sua chiave di lettura, è di un pensiero basato su numeri, forse anche datati, poco in linea con le aspettative della massa silenziosa, quella che non vive i comitati del NO e non partecipa a discussioni Social.
Un intervento lineare dal punto di vista ingegneristico, ma che a tratti è apparso anche troppo tecnico e, in alcuni passaggi, persino politico, risultando poco utile per il pubblico all’ascolto.

Chi segue una trasmissione come “Cosa succede in città” non cerca un’analisi accademica dei modelli infrastrutturali, fatta di numeri dati per certi ma non confrontabili, ma vuole risposte chiare: l’aeroporto di Fiumicino crescerà? Porterà lavoro? Genererà benessere per il territorio?
Ed è proprio su questo punto che il confronto ha evidenziato una distanza evidente.
Guizzi ha ribadito una linea prudente, sottolineando la necessità di non intervenire in modo frammentario e di non aggiungere nuove opere senza aver prima risolto le criticità esistenti.

Una posizione coerente, ma che – di fatto – resta ferma da oltre dieci anni. Nel frattempo, però, il progetto dell’aeroporto è cambiato. E anche molto.
Le ipotesi iniziali, soprattutto sul tema della cosiddetta “quarta pista”, hanno subito nel tempo modifiche sostanziali proprio per rispondere alle esigenze ambientali e alle richieste del territorio.
Un percorso di adattamento che ha cercato di coniugare sviluppo e sostenibilità, superando quella contrapposizione rigida che per anni ha bloccato il dibattito.

Oggi il punto non è più se espandere o meno, ma come farlo in modo compatibile e utile.
Ed è qui che emerge la domanda centrale, rimasta senza una risposta chiara durante la diretta: l’ampliamento dell’aeroporto porterà crescita economica? Perché è questo che interessa ai cittadini.
In un contesto globale in cui il traffico aereo è in aumento e gli hub internazionali competono tra loro, Fiumicino rappresenta un’infrastruttura strategica non solo per Roma, ma per l’intero Paese.

Investire significa aumentare capacità, attrarre compagnie, creare occupazione diretta e indotta, rafforzare turismo e servizi. Non farlo, al contrario, rischia di frenare lo sviluppo e lasciare spazio ad altri aeroporti europei.
La sensazione, emersa nel corso della trasmissione, è che il dibattito tecnico rischi di restare chiuso in una dimensione autoreferenziale, mentre fuori c’è un territorio che chiede prospettive concrete.
Sperando di non urtare la sua suscettibilità, credo fermamente che sia fin troppo facile essere “capopopolo” e cavalcare il dissenso senza avere responsabilità di scelte epocali e risposte ad un territorio che vede nell’hub internazionale una sicura fonte di opportunità.

La manutenzione è fondamentale, la pianificazione è indispensabile, ma da sole non bastano. Serve una visione.
E quella visione oggi passa inevitabilmente anche attraverso lo sviluppo infrastrutturale, purché sia accompagnato da equilibrio, sostenibilità e capacità di ascolto.
Il confronto andato in onda su TalkCity restituisce quindi un dato chiaro: da una parte una prudenza tecnica che guarda al sistema esistente, basata su concetti validi sulla carta ma non verificabili; dall’altra la necessità – sempre più urgente – di dare risposte su crescita, lavoro e futuro.

Perché alla fine, al di là delle analisi, la domanda resta una sola: questo aeroporto farà stare meglio il territorio?
Probabilmente alle obiezioni tecniche dell’ing. Guizzi, che da quasi un decennio parla come un libro stampato, sarebbe stato utile il contraddittorio con un addetto ai lavori preparato per rispondere puntualmente punto per punto.
Ho preferito evitare di scadere in un confronto accademico, che ritengo poco appetibile per il nostro pubblico. Per questo ringrazio la disponibilità dell’Ing. Guizzi che si è allineato al nostro format.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione

Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione
