Defibrillatori a carico di bar e ristoranti sopra i 250 mq, Di Stefano: «Un nuovo balzello per i commercianti»

“‘Chi guadagna di più deve acquistare i defibrillatori, manutenerli, e pagare la formazione ai dipendenti’.
Queste le parole dai banchi del ‘soviet’ di centrosinistra in Campidoglio in merito alla proposta di delibera sull’obbligo solo per i ristoranti e i bar sopra i 250 mq di superficie di dotarsi a proprie spese di defibrillatori,
ennesimo odioso balzello da pagare” lo dichiara in una nota Marco Di Stefano, capogruppo di Noi Moderati in Assemblea Capitolina, a margine della discussione di ieri in Aula Giulio Cesare.
“Mi chiedo” prosegue Di Stefano “perché sia stata presentata una proposta relativa solo alle attività di somministrazione di alimenti e bevande, perché non sia stata posta attenzione a tutte le attività commerciali…
Che differenza c’è tra un esercizio di ristorazione sopra i 250 mq di superficie e un negozio di abbigliamento sempre affollato dalle parti del centro con la stessa metratura? E chi ha stabilito che c’è bisogno di un defibrillatore per una potenziale vittima di un attacco di cuore in un bar di 250 mq e non in uno, ad esempio, di 200 mq?”.
“Siamo alle comiche…” afferma l’esponente di Noi Moderati.

“Se per le festività natalizie ci sarà per le affollate vie del centro un qualsiasi cittadino che avrà un malore di tipo cardiaco, questo dovrà preoccuparsi, prima di avere un infarto, di chiedere ai negozianti l’esatta metratura del locale, per poi entrare e se possibile salvarsi la vita con il defibrillatore”.
“Ieri in Aula abbiamo discusso una proposta dalle nobili finalità, per la quale avrei volentieri votato a favore” dichiara il capogruppo di NM “se l’intervento proposto fosse sostenuto dalle risorse pubbliche dell’amministrazione comunale e della Regione Lazio; invece questa operazione si trasformerà nell’ennesima ‘aggressione’ a chi fatica a tenere aperta la propria attività.
D’altronde la sinistra da sempre vuol veder piangere i ricchi… Questa volta però mi chiedo: i ricchi sono veramente quegli esercenti che non riescono a dormire la notte domandandosi se riusciranno a pagare gli stipendi ai propri dipendenti a fine mese?”.
“Mi scandalizza inoltre” conclude Di Stefano “che sempre dai proponenti di centrosinistra di questa delibera arrivi la giustificazione che i vertici delle associazioni di categoria concordano con questa iniqua iniziativa.
Concordano i vertici, probabilmente per acquisire potere interlocutorio personale con l’amministrazione comunale, ma lo fanno senza aver minimamente ascoltato il parere dei loro iscritti: una piaga a cui occorre mettere fine”.
Noi Moderati
Riceviamo e pubblichiamo.
