Ministro Valditara
Il ministro dell’Istruzione e del Merito replica al segretario generale della Cgil sul decreto del Governo: «L’obiettivo è evitare ghetti scolastici e favorire l’integrazione degli studenti stranieri»
Si accende il confronto politico e sindacale sulle nuove misure del Governo in materia di scuola e integrazione degli studenti stranieri.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara replica duramente alle dichiarazioni del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, accusandolo di aver «mistificato» il contenuto del decreto legge approvato dal Governo la scorsa settimana.

Al centro dello scontro ci sono le disposizioni che, secondo il ministro, puntano a contrastare la formazione di quelli che definisce «ghetti scolastici» e a favorire una maggiore integrazione all’interno degli istituti.
«Prendo atto con rammarico delle gravi dichiarazioni del Segretario della Cgil Maurizio Landini – afferma Valditara – che cerca di mistificare il contenuto del decreto legge approvato dal Governo la scorsa settimana e volto, fra l’altro, a evitare la formazione di ghetti scolastici».
Secondo il titolare del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il provvedimento si inserisce nel percorso già avviato dall’Esecutivo per migliorare il successo formativo e l’integrazione degli studenti stranieri.

«A fronte della totale inerzia dei governi precedenti – prosegue Valditara – noi ci facciamo carico di una autentica politica di integrazione, preoccupandoci nel contempo di garantire anche agli studenti italiani contesti scolastici idonei a favorire il loro successo formativo».
Il ministro respinge quindi l’interpretazione secondo cui le nuove norme sarebbero rivolte contro gli alunni stranieri e alza i toni nei confronti del leader della Cgil.
«Cercare di falsificare la realtà creando un clima divisivo, facendo passare questo decreto come un provvedimento concepito “contro” ragazzi stranieri, strumentalizzare bambini evocando paure inesistenti – conclude Valditara – allontana il confronto dai binari della democrazia e crea un clima di pericolosa tensione politica».
Un confronto destinato dunque a proseguire, con al centro un tema particolarmente delicato: come conciliare integrazione, composizione delle classi e diritto al successo formativo di tutti gli studenti.
TalkCity.it Redazione
