Perché il silenzio sulla Ficoncella rischia di soffocare l’identità di Civitavecchia

Un bene storico, un simbolo d’identità e un punto di riferimento per l’intera comunità lasciato sbarrato da oltre un mese nell’indifferenza delle istituzioni.
La gestione della chiusura dello stabilimento termale della Ficoncella sta trasformando il disagio in una vera e propria crisi di fiducia tra la cittadinanza e l’amministrazione comunale.
Dopo i controlli eseguiti da ASL Roma 4 e Carabinieri, la struttura è stata chiusa d’urgenza a fine luglio con la solita formula di rito: “sospensione temporanea per cause di forza maggiore”.
Da quel momento, il nulla. Nessuna data certa per la riapertura, nessun cronoprogramma chiaro e solo il peso di una burocrazia immobile che danneggia la città e ne mortifica i frequentatori abituali.

I cittadini, stanchi delle risposte vaghe di Palazzo del Pincio e di Civitavecchia Servizi Pubblici, hanno deciso di non restare a guardare.
Il Comitato Ficoncella Libera ha lanciato la mobilitazione generale per il 15 settembre dalle ore 16:30, organizzando un sit-in di protesta proprio davanti al Palazzo del Pincio.
L’appello rivolto agli amanti delle terme, ai frequentatori storici e soprattutto a tutti i civitavecchiesi è chiaro: far sentire la propria voce prima che un patrimonio collettivo venga svenduto o dimenticato.
La Ficoncella non appartiene ai faldoni di qualche ufficio, appartiene a tutti. È ora di riaprirla.
Ludovica Combina. TalkCity.it Redazione

Sono Ludovica Combina, ho 19 anni e studio lettere moderne mentre lavoro per poter prendere il tesserino da pubblicista.

