Nautilus Pallanuoto Femminile
La Dirigenza in diretta a TalkCity WebRadio: “Restare nella massima serie sarebbe un miracolo… tra sogni europei e l’esilio da Civitavecchia”
Il mondo dello sport è fatto di storie straordinarie, ma quella dell’ASD Nautilus di Civitavecchia ha un sapore decisamente unico.
Ospiti ai microfoni di Talkcity Webradio, i dirigenti Lorenzo Pietrini (responsabile della comunicazione) e Michele Trotta hanno raccontato a cuore aperto i retroscena di una stagione incredibile, sospesa tra il sogno della massima serie della pallanuoto femminile e una realtà logistica a dir poco paradossale.
La squadra della Nautilus sta disputando il massimo campionato nazionale, la Serie A1, posizionandosi come la decima forza nel ranking della federazione italiana. Un traguardo immenso se si pensa che il campionato italiano è tra i primi cinque più importanti al mondo.
Eppure, questa gloriosa avventura si scontra con un ostacolo gigantesco: l’assenza di impianti a Civitavecchia. Lo Stadio del Nuoto locale è chiuso — gravando sulle casse comunali per ben 6 milioni di euro — a causa di anni di mancata programmazione da parte delle varie amministrazioni.
“Le nostre ragazze si sbattono per 650 chilometri a settimana solo per allenarsi,” hanno spiegato i dirigenti. La Nautilus è infatti costretta a un vero e proprio esilio forzato: gli allenamenti si tengono a Tarquinia, mentre le partite “casalinghe” vengono giocate a Viterbo.
Nonostante non giochino mai davanti al proprio pubblico, le atlete lottano con il coltello tra i denti. Sabato prossimo si giocherà “la bella” per decretare una salvezza che, per come è stata vissuta e sofferta, varrebbe quanto un vero e proprio scudetto.

Di fronte alla tentazione di “tirare i remi in barca” per evitare i costi insostenibili della Serie A1 — dinamica frequente nel calcio — la Nautilus risponde con la cultura del massimo livello.
Rimanere in Serie A1 non è solo una questione di orgoglio per la Nautilus, ma una porta d’accesso verso una storica qualificazione alle coppe europee.
Centrare la salvezza significherebbe portare il nome di Civitavecchia in giro per l’Europa e ospitare grandi club internazionali, trasformando lo sport in un volano di attrazione turistica e d’immagine per tutto il territorio laziale.
In un contesto così frammentato, la comunicazione diventa vitale.
Saper far viaggiare il brand Nautilus al di fuori dei confini cittadini serve a costruire solide relazioni istituzionali con gli altri comuni ospitanti e a farsi conoscere dalle storiche società d’Italia che si chiedono chi siano queste “terribili ragazze” capaci di fare miracoli partendo dal nulla.
L’auspicio della società è che la città e le istituzioni si sveglino e diano finalmente risposte concrete a una realtà che sta scrivendo la storia della pallanuoto italiana.
TalkCity.it Redazione

