Un post Social apre un dibattito; chi può giudicare l’emozione che può dare una fotografia? Una forma d’arte da rispettare

Nel mondo della fotografia sportiva locale ci sono figure che, con passione, costanza e sensibilità, riescono a raccontare emozioni autentiche attraverso uno scatto.
Tra queste c’è sicuramente Simone Lombi, fotografo di Civitavecchia che negli anni ha saputo conquistare un seguito importante sui social grazie alla qualità delle sue immagini, spesso dedicate agli eventi sportivi del territorio.
Le fotografie di Lombi non si limitano a immortalare un momento: riescono a trasmettere intensità, sacrificio, gioia e adrenalina, elementi che fanno parte dello sport e che solo chi possiede occhio, sensibilità e competenza riesce a cogliere davvero.

Un lavoro che nasce anche dalla passione personale, da quell’hobby che in molti casi rappresenta il primo passo verso un percorso professionale serio e credibile.
Ed è proprio questo il tema affrontato recentemente dallo stesso Lombi in un post pubblicato sul suo profilo social, molto seguito e apprezzato. Con toni pacati ma decisi, il fotografo ha risposto ad alcune critiche ricevute sul fatto di svolgere la fotografia come “secondo lavoro”.
Nel suo messaggio, Lombi ha invitato chi perde tempo a giudicare il percorso degli altri a concentrarsi maggiormente sul proprio, ricordando come la differenza, in qualsiasi settore, la facciano soprattutto il rispetto, la professionalità e il modo di rapportarsi con le persone.

Ha inoltre chiarito con fermezza un concetto importante: svolgere un’attività come secondo lavoro non significa in alcun modo operare fuori dalle regole.
Anzi, ha ribadito come la legalità sia sempre stata alla base del suo operato, sottolineando anche la totale trasparenza della propria posizione professionale.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda poi il rapporto con i colleghi: nessuna rivalità o invidia, ma la convinzione che il confronto e la condivisione rappresentino strumenti fondamentali per crescere tutti insieme.
Il fotografo ha infine scelto di chiudere la polemica senza alimentare ulteriori tensioni, preferendo continuare a investire tempo ed energie nel proprio percorso umano e professionale, “spostando l’obiettivo sempre un passo più avanti”.

Al di là del singolo episodio, non interessa trasformare la vicenda in uno scontro personale.
Tuttavia, appare giusto difendere il diritto di chiunque di esprimere liberamente la propria arte, qualunque forma essa assuma.
Saranno poi il pubblico, la sensibilità individuale e l’apprezzamento spontaneo delle persone a decretarne il valore. E nel caso di Simone Lombi, i tanti consensi raccolti nel tempo sembrano parlare piuttosto chiaramente.
Corrado Orfini. TalkCity.it Redazione

